Del passaggio alla McLaren nel 2019 raccontava come più di ogni altra cosa fosse la serenità di poter programmare una stagione sapendo di avere un impegno biennale, una garanzia sulla quale contare e poter lavorare.

Carlos Sainz è il candidato forte a rilevare il sedile di Sebastian Vettel in Ferrari dal 2021, con un annuncio che potrebbe arrivare nelle prossime ore. A inaugurare un 2020 da incorniciare in famiglia è stato papà Carlos, El Matador in trionfo alla Dakar. L’approdo di Chili Sainz a Maranello diverrebbe una gemma nella carriera del madrileno.

L'editoriale del Direttore: La bellissima lezione di Nelson Piquet  

Una carriera vissuta sul filo della tensione tipica del programma Red Bull Junior team, la necessità di doversi guadagnare il rinnovo ogni anno, dal 2015 d’esordio con Toro Rosso accanto a Max Verstappen.

L'esordio in monoposto

Red Bull a supportarne la carriera dal 2010, dagli exploit nella Formula BMW Pacifico che convinsero Helmut Marko a scommettere sull’allora sedicenne Sainz jr. Primo anno tra le monoposto, speso tra Formula BMW, Formula Renault 2.0 Europa e Formula 3 Open con il team di Emilio De Villota. Prima, dal 2006 al 2009, una carriera tra i kart e i risultati il Classe KF3, dalla vittoria del campionato Asia Pacifico nel 2008 alla Coppa Kart Monaco del 2009, anno del secondo posto nell’Europeo KF3.

Wolff: 'Sviluppi Vettel non possono essere ignorati'

Alle porte di Maranello bussa con una carriera in Formula 1 che in 5 anni ha messo in mostra un pilota veloce e raramente a farsi sfuggire il risultato in gara. Ha dimostrato di saper correre e valere in diverse occasioni Max Verstappen negli anni in Toro Rosso, Faenza dove ha già guidato un motore Ferrari, nel 2016.

I titoli

Il palmares dice di un titolo in Formula Renault 2.0 Nord Europa nel 2011, anno del secondo posto nella serie continentale, nel 2014 vince il titolo di Formula Renault 3.5 con DAMS, anno successivo all’investitura del ruolo di tester Toro Rosso, un 2013 speso anche al volante della Formula Renault 3.5 e della GP3 con il team Arden.

Toro, Renault, McLaren

"Giramondo" in 5 stagioni di Formula 1, Carlos è passato dalla Toro Rosso alla Renault alla McLaren. A Enstone approda nel 2017, a stagione in corso, dopo uno spettacolare quarto posto a Singapore con Toro Rosso - miglior risultato a Faenza dai tempi di Monza 2008 -; dal GP degli USA a Austin subentra a Jolyon Palmer e fa coppia con Nico Hulkenberg. Gare di un finale di stagione – campionato chiuso al nono posto nel mondiale - per scoprire una nuova realtà, nella quale in prestito da pilota Red Bull Racing, correrà nel 2018.

A quota 101 il primo podio

Il sostanziale cambio di passo lo compie in McLaren, lui “veterano” a 25 anni in confronto al debuttante Norris. È una sorta di passaggio del testimone, da Fernando Alonso che lascia la Formula 1 a fine 2018 a Carlos Sainz.

L’inizio di stagione non è favorevole, tra problemi tecnici della power unit Renault e incidenti al primo giro. Un ruolino di marcia che cambia dopo tre gare e dall’Azerbaijan in poi, fino all’Ungheria, registra una serie di arrivi a punti in crescendo, al netto della parentesi in Canada, fuori dalla top ten ma con problemi ai freni a rallentarne la corsa. Spesso “primo degli altri”, di chi non guida una Mercedes, Ferrari o Red Bull, a Spa paga un problema tecnico mentre a Monza un errore durante il cambio gomme.

In 102 partenze in Formula 1, il miglior risultato arriva in Brasile, lo scorso anno: primo podio in carriera, terzo, a seguito della penalizzazione di 5” inflitta a Hamilton per l’incidente provocato con Albon. Niente festa sul podio, se non dopo la cerimonia ufficiale, con tutto il team McLaren.

Il 2019 lo vede ottenere il miglior piazzamento personale nel mondiale Piloti, sesto con 96 punti, un punto davanti Gasly e 3 meglio di Albon, i due avvicendatisi sulla Red Bull. 

Sondaggio: Ferrari, chi è il pilota giusto per il dopo Vettel?