Cinque stagioni di alti e bassi, aspettando una sesta tutta da scrivere, la storia di Sebastian Vettel in Ferrari. Quando arrivi a Maranello da dominatore di una fase della Formula 1, quattro titoli piloti all’attivo, con sullo sfondo l’icona al limite del sacro di quel che un altro tedesco ottenne a Maranello, è naturale che le aspettative siano massime.

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Aspettative tradite perché è mancato spesso lo strumento, una monoposto in grado di sfidare alla pari e su un intero campionato la Mercedes. Aspettative tradite perché spesso Vettel ha commesso errori di guida gratuiti, a partire da un 2018 diventato anno orribile dopo una primavera di grandi speranze, dalla Hockenheim che si fa coincidere quale spartiacque ideale di una stagione sprofondata sotto i colpi degli errori del pilota e di uno sviluppo della monoposto non all’altezza.

Momenti di grande fiducia

Le strade di Sebastian e della Ferrari si separano, una condizione sulla quale Piero Ferrari, ai Quattroruote Talks, ha commentato: “Siamo arrivati alla fine del rapporto con Vettel, del contratto, per varie motivazioni. Da parte sua e da parte del team, ci sono tante cose che, un certo giorno, non viviamo più bene insieme e ci si separa.

È come un matrimonio, è giunto alla fine, non è questione di avere la macchina migliore o il pilota migliore, ho avuto in tanti momenti grande fiducia e stima di Sebastian perché ha fatto gare bellissime. Poi non so... lui, noi... lui non ha capito la macchina, noi non abbiamo capito lui. Possono succedere cose del genere, non è il momento di dare responsabilità a nessuno, è una storia che era bella, poteva essere molto più bella, che finisce”.

Leclerc testimona successo FDA

Il presente e futuro della Ferrari è in Charles Leclerc, un ruolo guadagnato con le prestazioni in pista, al quale affidare una monoposto vincente.

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Il futuro accanto a Leclerc è indirizzato su un Carlos Sainz che Piero Ferrari ovviamente non conferma, sebbene tra le righe si possa interpretare come il profilo sia quello giusto, in prospettiva una linea verde con un pilota di 26 anni e uno di 23: “Il successore, ho letto i giornali, hanno già fatto una rosa molto molto ristretta di nomi. La cosa strana è che tutto avviene prima che inizi questo strano campionato, se inizierà.

Credo sia una bella cosa sostenere Leclerc perché è un ragazzo molto dotato e molto intelligente. È cresciuto seguito dall’Academy Ferrari: avere un’Academy e che nessun pilota – che ha fatto tutta la carriera, dai kart alla F2 – riesca a salire sulla F1 Ferrari non sarebbe un’Academy di gran successo. Sono particolarmente felice di questo.

Affiancargli un altro giovane, sono sicuramente contento di farlo. Per la Ferrari non un giovane che viene dalla Formula 2 ma, magari, un giovane già con qualche anno di esperienza sarebbe molto meglio”.

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