Con il budget cap in dirittura d’arrivo e il tetto di spesa a scalare, dai 145 milioni di dollari condivisi tra team e FIA nel 2021, si aprono scenari di ulteriori impegni, in altre categorie del motorsport, per grandi strutture dei top team che, altrimenti, dalla sola presenza in Formula 1 vedrebbero un significativo ridimensionamento di organico. C'è un patrimonio di risorse da spiegare, numeri che per realtà come Ferrari, Mercedes, Red Bull, superano ampiamente i 1.000 dipendenti dei reparti corse.

Binotto: 'Sainz concreto, lo affianchiamo al talento puro di Charles'

La Ferrari osserva più fronti, nei mesi scorsi l’interesse verso gli sviluppi delle Classi di vertice dell’Endurance era stato confermato da Antonello Coletta, era un restare in attesa della convergenza che sarebbe nata tra prototipi Hypercar e prototipi LMDh: un unico progetto per correre sia il WEC che l’IMSA.

F1 e non solo, la responsabilità verso i dipendenti

Mattia Binotto torna sul punto di come, la Scuderia, possa sviluppare anche in nuove categorie l’impegno sportivo, in affiancamento alla Formula 1. Lo fa intervistato da Sky Italia, spiegando: “In queste ultime settimane si è discusso molto sul taglio del budget cup. Siamo arrivati a una riduzione di 145 milioni ed è una riduzione che ci porta a rivedere la nostra organizzazione.

Come Ferrari sentiamo forte la responsabilità sociale verso i nostri dipendenti e ci preoccupiamo del loro futuro, per questo stiamo guardando anche ad altre alternative oltre la Formula 1, come l’Indy Car ad esempio, e cercheremo di fare la scelta migliore. Tutto questo oltre alla F1 che fa parte della nostra storia".

Lettera alle auto da corsa mai nate

Il team principal parla esplicitamente della serie americana, uno sbocco nei giorni scorsi “suggerito” anche da Mario Andretti: motorista o qualcosa in più, una Ferrari a Indy incrementerebbe la popolarità della serie.

Sviluppi sulla SF1000 dal terzo GP

Sul fronte Formula 1, invece, a giorni riprenderà l’attività della GeS, a conclusione del periodo di stop deciso dalla FIA, 63 giorni consecutivi di sospensione dell’attività dopo i quali si potrà ripartire per prepararsi al debutto in Austria del 5 luglio. Come arriverà la Ferrari a Zeltweg? “Tornati a casa dall’Australia ci siamo fermati, non abbiamo avuto modo di guardare i dati né sviluppare la vettura. In questo periodo di sosta abbiamo riflettuto, su come indirizzare gli sviluppi.

Da qui al 5 luglio ci sarà poco spazio per correggere, la macchina dell’Austria sarà la stessa dell’Australia sostanzialmente, a meno degli assetti; però contiamo di poter indirizzare alcuni dei problemi individuati magari già verso la terza gara. Se sarà Silverstone a fine luglio, come sembrerebbe poter essere, o un altro circuito, lo scopriremo nei prossimi giorni, con l’ufficializzazione del nuovo calendario 2020.

Ferrari FI5, lotta al coronavirus con il "ventilatore da F1"