A un mese e mezzo da quello che dovrebbe essere l’inizio del mondiale di Formula 1, dall’Austria e un primo GP il 5 luglio – aspettando un calendario con ancora dei nodi da sciogliere -, per le squadre è tempo di ripartire. Lo ha fatto la GeS Ferrari, lo fa AlphaTauri, iniziando da controlli assidui sui propri dipendenti, chi opera in fabbrica e chi andrà sui campi di gara, per accertarsi della negatività al virus Sars-CoV2.

Franz Tost anticipa come sarà il ritorno alla routine dell’attività in pista, dopo uno stop più lungo dell’inattività invernale tra una stagione e l’altra. “Sarà una grande sfida. Volevo le macchine completamente smontate per poi rimontarle come quando assembliamo la prima monoposto. Poi faremo prove di pit-stop e sono anche preoccupato per ipiloti, visto che non sono seduti in macchina da così tanto tempo.

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Mi aspetto un venerdì di libere in Austria molto impegnativo, nel quale sarà fondamentale l’affidabilità visto che squadre e piloti si preparano a togliere di dosso la ruggine e tornare ai ritmi soliti.

Sarà molto importante che la macchina sia affidabile e poter uscire e non avere alcun problema, dovremo fare più giri possibili. Penso sarà la strategia di tutte le squadre che si vedrà nelle libere 1 in Austria: tante macchine in pista, non ci sarà gente in attesa in pitlane per una pista migliore e più grip. Tutti i piloti usciranno per ritrovare il feeling con la velocità, le frenate, affrontare le curve e così via”, spiega il team principal della squadra con sede a Faenza.

Aggiornamenti, costi e certezze

La chiusura imposta dalla FIA, 63 giorni di blocco totale dell’attività in fabbrica, ha provato a uniformare regimi nazionali di stop alle attività – tra Regno Unito e Italia, segnatamente – altrimenti diversi. Un blocco che ha congelato le spese e lo sviluppo, un punto sul quale si continuerà a lavorare secondo programmi già stilati dai test invernali. Quando le novità tecniche arriveranno in pista è tutto da valutare, con il caso Ferrari di un Mattia Binotto a prospettare possibili sviluppi dalla terza gara (fine luglio?).

Franz Tost spiega: Vogliamo introdurre alcuni aggiornamenti, però anzitutto voglio sapere se correremo o meno. Non voglio iniziare a realizzare aggiornamenti per poi non correre. Sotto il profilo finanziario dobbiamo risparmiare ovunque sarà possibile.

E sono anche molto preoccupato sul prossimo anno. Pur avendo più o meno la macchina di quest’anno, nel 2021 dovremo progettare e realizzare una macchina del tutto nuova per il 2022 e non so ancora come potremo gestire tutto ciò dal punto di vista finanziario.

Costruire un progetto così grande richiede molti soldi. È stato deciso così, vedremo, però io avrei preferito rinviare al 2023”.

Budget cap sempre troppo alto

Preoccupa l’incertezza sul futuro, a partire dai premi FOM che saranno distribuiti, direttamente funzione dei diritti televisivi e di organizzazione dei Gran Premi, dove il 2020 sarà per F1 Group un pagare la stragrande maggioranza dei promoter per coprire le spese di gare disputate senza pubblico sugli spalti.

Il budget cap costringerà ad abbattere i costi soprattutto per le grandi squadre, dove Tost rappresenta la posizione di quanti avrebbero preferito limiti di spesa ancora inferiori:Le cifre a mio avviso sono ancora troppo alte. Ho spinto sempre per cifre più basse, semplicemente perché viviamo una crisi economica globale. Mi aspetto serviranno 3-4 anni finché non avremo recuperato. È difficile trovare sponsor e, pur avendo un budget cap a 145 milioni di dollari, relativamente ad AlphaTauri vanno aggiunti circa altri 40 milioni, stiamo parlando di un budget di 185 milioni”.

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