Le caratteristiche del Red Bull Ring, gradite alla Ferrari di un anno fa, rischiano concretamente di passare per indigeste alla SF1000. Alla vigilia del primo Gran Premio del campionato si ragiona ancora in punta di teoria, sulla base di indicazioni datate, i test di Barcellona a segnalare le aree sulle quali la Rossa 2020 era dietro Mercedes e Red Bull, a dire di un eccesso di resistenza aerodinamica affatto ideale su un tracciato da poche curve e un lungo settore da motore.

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Quanto sarà migliorata la Ferrari in pista da venerdì rispetto al progetto schierato nei test? Sviluppi sulla scatola del cambio, alla ricerca di una rigidità maggiore del retrotreno, interventi sul motore, i rumours si rincorrono mentre gli avversari annunciano l’introduzione di pacchetti di sviluppo sin da subito. Una scelta che a Maranello, come già indicato da Mattia Binotto nelle scorse settimane, dovrebbero destinare al terzo Gran Premio in calendario.

“Non penso sarà diversa la macchina, durante il lockdown la F1 ha messo la pausa e non si è potuto lavorare sulla macchina. Sarà piuttosto simile se non del tutto a quella dell’Australia”, racconta Charles Leclerc nel corso di un’intervista a Sky Sport F1.

Dal 2020 vuole massimizzare il potenziale che avrà tra le mani, così l’obiettivo diventa “provare a raccogliere tutte le opportunità che avremo e fare il miglior risultato possibile: per tutto l’anno abbiamo detto vedremo alla prima gara, non si è ancora corsa, vedremo in Austria.

C’è tanta determinazione, voglia di far bene, soprattutto di guidare di una macchina. Voglio solo far bene concentrarmi su me stesso e ottenere il miglior risultato possibile”.

L'insegnamento di Austria 2019

Pole e secondo posto a Zeltweg nel 2019, vittoria sfuggita nel finale sotto i colpi di un Verstappen di rimonta, più veloce e deciso nella lotta in pista. Un episodio del quale Leclerc ha fatto tesoro, come apparve evidente poco più tardi nella battaglia vissuta a Silverstone.

“Quelli dell’Austria non è che siano gran ricordi, ho perso la vittoria a pochi giri dalla fine. Ho imparato molto da quella gara, ho cambiato un po’ il mio stile di guida, l’ho reso più aggressivo - comunque non l’avremmo vinta ugualmente perché non eravamo abbastanza veloci -.

Speriamo di poter cambiare quest’anno e fare meglio. Sarà difficile, dobbiamo restare con i piedi per terra, l’inizio di stagione con i test non è stato semplice, non dobbiamo dimenticarlo. Lavoreremo e vedremo dove saremo”.

Calendario, va bene tutto pur di correre

Zeltweg-1 darà la misura dei valori in partenza, Zeltweg-2 la possibilità di correggere eventuali errori e, al tempo stesso, il rischio – dove non la certezza – di assistere a uno spettacolo fotocopia. Del calendario stilato dalla Formula 1, 8 Gran Premi ai quali presto scopriremo le integrazioni per arrivare ai 15-16 appuntamenti prospettati, Leclerc dice: “A me piace, sono contento, mi piace girare. Sarà un po’ difficile, non si sa ancora se potremo tornare a casa tra i GP, sarà un po’ stancante ma alla fine mi manca così tanto che va tutto bene.

Non sono un grande fan, in una stagione normale, del correre più gare su una stessa pista; ma in una stagione come questa, dove mancano Gran Premi, bisogna trovare una soluzione e penso sia la migliore. Sono contento sia così e possa aggiungere un po’ di gare al campionato e dare più senso, non ne avrebbe farne uno da 5 gare. Penso sia la soluzione giusta.

Alla fine l’approccio come una stagione qualsiasi, ogni punto sarà importante, lo sarà la costanza. Non voglio riguardare al 2020 come ho riguardato al 2019 e dire che ci sono state delle opportunità che ho mancato.

Correre al Mugello mi piacerebbe tantissimo, è tra le mie piste preferite, mi piace anche Imola. Per noi che guidiamo per la Ferrari, ogni volta che corriamo in Italia è speciale”.