Una infrazione confermata, su due. Un sabato col fiato sospeso per Lewis Hamilton che è stato chiamato dai commissari FIA dopo le qualifiche del Gp d'Austria per un presunto non rallentamento in regime di bandiera gialla e per essere uscito dai limiti del tracciato alla Curva 10 del primo giro in Q3. Alla fine la decisione non ha penalizzato il secondo posto nella griglia di partenza della gara di domani. Il sei volte iridato infatti partirà dietro la pole di Bottas, a soli 12 millesimi di distanza dall'inglese, confermando la doppietta Mercedes.  

L'unica infrazione attribuita ad Hamilton è stata quella di non aver rispettato i track limits. In Curva 10 quindi è effettivamente uscito e per questo gli è stato cancellato il secondo tempo di 1:03.061, ottenuto in quel passaggio e fortunatamente superato nell'ultimo giro dall'1:02:951. 

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L'enigma bandiera gialla

Per quanto riguarad invece il "presunto non rallentamento in Curva 5" il comunicato stampa della FIA chiarisce l'effettivo momento di confusione ammesso da Hamilton nelle dichiarazioni post-qualifiche quando Bottas è uscito di fuori pista in Curva 5. Le indicazioni luminose dei pannelli che segnalavano il regime di bandiera gialla, grazie ai pannelli led, non erano ben visibili per colpa delle tanta polvere.

Assolto dunque perché "il pilota ha detto di aver superato un pannello con la luce verde alla curva 5 e il filmato ha confermato che erano esposte le bandiere gialle. Ma che sui pannelli c'erano le luci verdi, quindi il pilota ha avuto a che fare con dei segnali contrastanti. Tenendo conto di questo, i commissari sportivi hanno deciso di non intraprendere ulteriori azioni".