Con una Racing Point e una Williams parcheggiate anzitempo e 71 giri molti dei quali corsi con il patema del cedimento di alcuni sensori del cambio, che avrebbe potuto fermare Bottas e Hamilton, ce n’è abbastanza in Mercedes per dedicarsi a un’affidabilità da perfezionare.

Contrattempi da contestualizzare e una prestazione da mettere in relazione a quanto riuscirono a fare le W10 un anno fa. E il quadro allora cambia parecchio, dice del progresso compiuto, perché a Spielberg le W11 vanno più di tutti e con ampio margine, con buona pace delle istruzioni date dal muretto ai piloti di provare a portare a casa la macchina, stare lontani dai cordoli e “sperare” che resti tutto integro.

GP Austria: i 5 temi più importanti

Un GP d’Austria da 49° C sull’asfalto, aria estiva (29° C) che stavolta non mette in crisi il raffreddamento della power unit, punto debole del progetto 2019.

Affidabilità, correttivi pronti all'uso

Prima di tornare in pista da venerdì, per quello che sarà Gran Premio della Stiria – forse in condizioni meteo meno calde, stando alle primissime indicazioni –, in Mercedes devono risolvere il contrattempo legato ai sensori che ha caratterizzato un’ampissima fetta della gara di Bottas e Hamilton. “Da quanto ho capito abbiamo delle soluzioni che possono almeno migliorare la situazione. L’Austria è una pista che stressa di più queste parti della macchina in tutta la stagione. Se troveremo un modo di proteggere la macchina il prossimo week end dovremmo andar bene, penso abbiamo alcune idee”, analizza Toto Wolff.

I cordoli finiscono sempre nel mirino al Red Bull Ring. In passato con i “panettoni” gialli a mietere sospensioni nelle ultime due curve, rimossi quest'anno; restano le vibrazioni e i colpi causati da un loro utilizzo necessario per trovare la prestazione: “Qui i problemi di affidabilità arrivano dai cordoli, è una pista fantastica ma se vai troppo largo danneggi la sospensioni o vibrazioni alla macchina che possono romperla”.

Gestione della PU non congelamento delle posizioni

In più fasi di gara, a Bottas e Hamilton è stato chiesto di “prendersi cura della macchina”, a partire dal giro 24, del ritiro di Stroll, evitare i cordoli e, in aggiunta, l’indicazione di modalità in codice al giro 41: “Urgent-Chassis-Default-2-1”.

Nulla che abbia a che vedere con un ordine di scuderia mascherato, assicura Wolff: “Non siate paranoici. Non ha nulla a che fare con Multi-21 (l’ordine Red Bull celebre dal GP di Malesia del 2013, a indicare il mantenete le posizioni con Webber davanti a Vettel; ndr). Non l’abbiamo mai utilizzato, a meno che non vi fosse un problema sulla macchina e non interferiremmo mai in una lotta nelle prime gare della stagione. Sono assolutamente liberi di correre l’uno contro l’altro”.

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L’istruzione data a entrambi i piloti poco dopo metà gara aveva altre basi che non un ordine di mantenere le posizioni: “Quel che abbiamo fatto e facciamo sempre su entrambe le macchine, è dare le stesse raccomandazioni di restare lontani dai cordoli. Non essendoci avversari a un certo punto, abbiamo portato i motori a un modo operativo inferiore per proteggere la power unit. Non ci sono stati ordini di scuderia, né nascosti, subdoli né diretti”.