Finiamola qui, tanti saluti e ognuno per la propria strada, prima ancora del tempo, già stabilito. Perché un 2020 da affrontare come il Gran Premio d’Austria di domenica scorsa è un racconto che non meritano entrambi, la storia Ferrari e il curriculum di Sebastian Vettel. È una delle posizioni del commento alla vicenda contrattuale che ha tenuto banco durante il confinamento per coronavirus ed è riemersa nel week end di Spielberg.

Sterzi a parte: Ferrari, perché non parli?

Separati in casa, si scriveva all’annuncio dell’addio pochi mesi fa. Di fatto, al Red Bull Ring è sembrato essere molto di più. “Il rapporto è concluso, la chimica è andata e il matrimonio finito. Sebastian è vestito di rosso, guida una macchina rossa ma, ovviamente, è lì per sé stesso. In certi casi vorresti che fosse finita già ora, perché è decisamente come appare. Penso che dopo la gara Sebastian fosse svuotato. Nella sua situazione, prima finisce meglio è per tutti quanti, commenta Mark Webber al podcas del GP d’Australia, In The Fast Lane.

Accelerare la separazione, e poi?

Non sono mancate le ricostruzioni di un mercato accelerato nelle posizioni già decise. Vettel che saluta la Ferrari ma non si bene per andare dove. Sainz a Maranello prima del tempo, Ricciardo volentieri a Woking con tanti saluti a Renault, che potrebbe dare subito la RS20 a Fernando Alonso. Scenari.

Sulle modalità della separazione tra Ferrari e Vettel, Webber prosegue: “La decisione ha sorpreso molti di noi, probabilmente Sebastian più di tutti. Anche il modo in cui è stata annunciata, al telefono e senza fare uno sforzo di essere davanti a lui. È chiaro come il rapporto o la dinamica di come andavano le cose non fossero salutari e hanno pensato fosse meglio non proseguire. Con questi contratti non puoi dirti incinta a metà.

L'editoriale del Direttore: Stiria e ammira

Non si è trattato di avere un contratto di un solo anno o le cose delle quali ha parlato la stampa, di Sebastian a chiedere un accordo più lungo. Non è mai stato intavolata la discussione, si è trattato di cose che la Ferrari non aveva nemmeno preso in considerazione”.

2021, pressione sulla squadra

Va detto come in Austria, tra le mille difficoltà avute da Vettel in gara, ci sia stato un Leclerc in grado di portare a casa, tra mille peripezie e opportunità colte, un risultato di gran lunga superiore al potenziale della monoposto. È questo contrasto che stride e inevitabilmente affonda la posizione di Seb.

Binotto: "Anticipiamo gli aggiornamenti previsti per l'Ungheria"

A Maranello si lavora per provare a risollevare le sorti della SF1000, fondamentale farlo anche in chiave 2021. E Webber, in proposito, chiarisce: Hanno scelto Carlos, è costante, è forte, mi piace, penso che insieme a Charles andrà molto bene. La pressione è sulla squadra, sono fermamente convinto che chiunque mettano in macchina tra 6 o 12 mesi restano le prestazioni, a Maranello, a essere in dubbio e non le prestazioni dei piloti”.

Vettel ancora un giro di Formula 1

Sul futuro di Vettel, Webber punta su una soluzione ancora in Formula 1. Seb non è apparso troppo convinto di un anno sabbatico, per tornare nel 2022. Secondo l’australiano, “non penso sia finita, credo abbia ancora la possibilità di ottenere qualcosa nel 2022, forse chissà, nel 2021 in Red Bull. Non si può mai sapere. Credo abbia bisogno di recuperare l’energia e reinventarsi, de-maranellizzare la sua testa per provare a riguadagnare le forze. Il rapporto con la Ferrari si è avvitato lentamente in una spirale discendente.

Adesso è presto per parlare dell’eredità che lascia alla Formula 1. Potremo parlarne quando sarà il momento, penso sarà ancora in griglia in futuro, che sia nel 2021 o nel 202. Credo sia rimasto ancora un po’ in lui”.