La scommessa dell'intera posta è sul 2022, debutto di una nuova era tecnica in Formula 1 alla quale Renault e Alonso guardano per tornare a essere protagonisti. Un reset che è un’opportunità da non mancare, così il 2021 diventa un lungo prologo nel quale studiare con la mentalità del team vincente. A Enstone, con fatica, hanno provato a rimettere in piedi una struttura tecnica rimasta al palo dall’uscita di Renault e il passaggio a Lotus.

GP Ungheria, Wolff teme Red Bull: sul lento sono più veloci

Innesti che verranno giudicati senza appello dai risultati 2022. Tra gli architetti della Formula 1 futura c’è Pat Symonds, uno che Fernando Alonso lo conosce bene e col quale ha centrato i titoli iridati nel 2005. Punti di forza e punti deboli, forse sanati dall’esperienza nell’Endurance, che torneranno utili.

Dal WEC ha imparato l'importanza della squadra

“Ci sono diverse cose che sono importanti nel guidare in F1, senza dubbio uno dei punti deboli di Fernando quando lavorava con noi era che non capiva davvero la componente del team, il fatto che tutti stessero dando il massimo, spingessero il più possibile e volessero vincere il campionato. Penso a volte che Fernando credesse di essere solo.

È penso che una delle cose che, probabilmente, ha appreso dal correre in LMP1 è che si tratta davvero di uno sforzo di squadra, non è solo rimesso a come guidi la macchina ma come guidano i tuoi compagni, vincere Le Mans è un risultato incredibile”, spiega al podcast Beyond the Grid.

L’Alonso poco uomo squadra, polemico e diretto: tratti che ha pagato, da ultimo con l’opposizione Honda a un volante con Andretti per la Indy 500.

L'editoriale del direttore: Essere o non #essereFerrari?

“Spero sia più maturo, le persone cambiano”, dice Symonds. Se il fattore anagrafico sarà un aspetto secondario, può essere determinante – in una fase di azzeramento tecnico – la rapidità di adattamento di Fernando, della quale ha dato ampia dimostrazione saltando da una F1 a una Indycar, da una LMP1 a un prototipo da Daytona, fino all’esperienza alla Dakar.

Visione e adattamento cruciali

“Una delle cose fantastiche di Fernando è l’essere molto veloce e in grado di adattarsi a qualsiasi situazione si presenti. Sulle gomme, le Michelin scanalate imparò a sfruttarle al meglio.

Sarà l’astuto, vecchio, Fernando il primo a capire come trovare al meglio la prestazione dalla macchina 2022? Io credo sarà così, penso sarà molto veloce a capire cosa serve e cosa no. Come lavorare con gli ingegneri e ottenere il miglior assetto, capire il comportamento delle gomme 18, in cosa saranno diverse dalle 13 pollici, tutte queste cose”.

C’è poi l’Alonsocentrismo da leggere in chiave rapporti interni con Esteban Ocon e nella predisposizione a fare gioco di squadra. “Sono rimasto divertito dal vedere come già abbia iniziato a dirigere il team e dire loro di dimenticare il 2021 e puntare sul 2022. Penso si sappia adattare e trarrà il meglio dalla macchina 2022.

Ho parlato spesso con lui sul com’era guidare la macchina di Le Mans, sapete ho lavorato alla macchina 2022 e alle possibilità di sorpasso. Era affascinante avere il suo punto di vista dall’interno su come aveva imparato a guidare la LMP1, e soprattutto con il recupero energetico su quella macchina, come avesse scoperto cose che altri piloti non avevano scoperto. Loro guidavano da un pezzo, lui è arrivato e detto ‘Se faccio questo, quello, faccio lift qui e freno lì, in realtà ho più energia disponibile’. È molto, molto, bravo con queste cose.

Credo che la macchina 2022 sarà un bene per lui perché sarà un po’ un reset per tutti, aiuterà credo molto Fernando”.

Vettel-Aston Martin oltre le dichiarazioni di facciata