L’Hungaroring chiude il primo mini-ciclo di tre gare che ha aperto la stagione di F1 oltre a una crepa enorme in casa Ferrari, dopo l’esito nefasto del GP di Stiria. Da Maranello, bocche cucite. È passata la linea di Binotto, quella di evitare processi sommari, ma dopo la brutta figura in curva 3, i debrief post gara saranno stati tutt’altro che dai toni distesi. L’unica cosa positiva è che, appunto, si torna subito in pista e correre è l’unico modo per cancellare il passato e cercare un minimo di riscatto, almeno di orgoglio.

“Dopo l’esito negativo della gara della scorsa settimana a Spielberg è bello avere la possibilità di risalire subito in macchina e tornare in pista” ha confermato, infatti, Vettel.

Il tedesco è al centro delle voci di mercato, che lo vogliono in Racing Point per l’anno prossimo e ha tutto l’interesse nel mettere nell’abitacolo l’orgoglio di un quattro volte Campione del Mondo, quanto meno per dimostrare di valere a pieno titolo un volante di F1.

In Ungheria è previsto un nuovo pacchetto di aggiornamento per la SF1000, ma al netto delle parti che verranno portate, non si prevede un weekend facile per la Rossa, su un tracciato ostico, da alto carico e probante per auto e pilota.

L’Hungaroring è un tracciato che sottopone i piloti a un discreto sforzo fisico, perché sono pochissimi i tratti nei quali è possibile rilassarsi. Le curve infatti sono tantissime e di solito quando si disputa il Gran Premio le condizioni atmosferiche presentano giornate molto calde”, ha proseguito il tedesco.

Anche domenica si correrà a porte chiuse, senza tifosi che, in Ungheria, spesso hanno tinto di rosso le tribune: “Questa tradizionalmente è anche una pista sulla quale accorrono molti tifosi della Ferrari e tantissimi dalla Germania, sarà molto strano non vedere il loro supporto dalle tribune” ha concluso Seb.