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Il Gran Premio d’Ungheria chiude il primo miniciclo di tre gare che ha aperto il Campionato del Mondo di Formula 1 2020. Qualifica di sabato riassumibile con la cabala: Hamilton, con 90 pole, fa paura. Il Campione del Mondo ha messo assieme il giro perfetto, mangiandosi i 4381 metri del tracciato in 1’13”477, più veloce di un decimo rispetto a Bottas. La coppia Mercedes è destinata a fare gara a sé, visti i distacchi, dal secondo a salire, che hanno inflitto a tutta la concorrenza.

In seconda fila… La Mercedes B. Scherzi maliziosi a parte, terza e quarta piazza sono appannaggio delle Racing Point di Lance Stroll e Sergio Perez.

In terza fila le Ferrari di Vettel e Leclerc. L’Hungaroring chiede meno al motore e in queste condizioni il team di Maranello è tornato a recitare il ruolo di terza forza pronosticato a inizio stagione. Sembra dare i risultati sperati il nuovo fondo della SF1000 e, analizzando i tempi delle simulazioni di qualifica, c’è margine per lottare con le Racing Point e provare la caccia al podio.

In quarta fila, sulla settima piazzola, Max Verstappen, con una Red Bull in crisi apparente. Da venerdì il #33 si trova a lottare con una monoposto nervosa e sbilanciata di set-up, handicap mica da poco su un tracciato che, alla vigilia, avrebbe dovuto esaltare le caratteristiche della RB16. Al suo fianco, in ottava posizione, Lando Norri.

Chiudono la top ten, Carlos Sainz e Pierre Gasly.

Le strategie

Pirelli ha messo a disposizione per i team 3 mescole: Bianca C2, la più dura, Gialla C3, la media, Rossa C4, la più morbida. Chi privilegia la strategia a una sosta, partendo con le C3, ha due opzioni: primo stint di 35-40 giri per poi passare alle C4, oppure fermarsi tra il 35esimo e 38esimo giro per poi finire la gara con le bianche.

Chi parte con le Rosse può scegliere di fare una o due soste. Nel primo caso, Pirelli prevede due stint di 21-25 giri per poi fare l’ultima parte di gara con le C2. Nella seconda ipotesi, la prima parte di gara si allungherebbe a 28-34 giri, prima di passare alle C2 e arrivare al traguardo.

In caso di gara bagnata, però, tutto potrebbe rimescolarsi. La corsa ai box a chi prima mette le wet o le full wet, oltre alla possibile uscita della Safety Car in caso di incidenti causati dall’asfalto scivoloso, restano variabili da valutare in corso d’opera.

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