Il GP d’Ungheria è finito in pista, ma continua nelle stanze dei giudici di gara, perché, come c’era da aspettarselo, la Renault ha presentato una seconda protesta ufficiale contro la Racing Point, facendo seguito a quella già fatta al termine del GP di Stiria.

Si tratta più che altro di una formalità nel pieno diritto del team di Abiteboul, che con tutta probabilità continuerà a presentare proteste ufficiali fino a quando la FIA non si esprimerà sulla vincenda.

“Confermiamo che il Team Renault DP World F1 ha presentato una richiesta agli stewards per chiarimenti sulla legalità della Racing Point RP20. Non abbiamo ulteriori commenti in merito fino a quando gli amministratori non saranno arrivati a una decisione” recita il comunicato della scuderia della Losanga.

L'accusa della Renault

L’oggetto della protesta è lo stesso. In Renault sono convinti che la Racing Point abbia infranto le sezioni del regolamento che fissano quali siano le componenti di una vettura che il team deve realizzare internamente. Parti che, se prodotte esternamente, devono essere realizzate da un’azienda che non compete in F1. In pratica, secondo la Renault, in Racing Point per costruire le prese dei freni anteriori e posteriori, si siano spinti ben oltre la semplice "ispirazione", arrivando a copiare i pezzi di sana pianta, sia nella parte esterna che in quella interna.

Quando arriva la sentenza FIA

Così, adesso, sono due le gare con il risultato “sub-judice”, aspettando la decisione della FIA sulla contesa che, in teoria, dovrebbe arrivare prima di Silverstone tra due settimane.