La riorganizzazione dell’attività all’interno della Gestione Sportiva, prospettata da Mattia Binotto nel corso dell’ultimo week end in Ungheria, si concretizza in un cambiamento di quella struttura a sviluppo orizzontale introdotta da Sergio Marchionne, per passare a una suddivisione dei compiti che dia deleghe a ciascun responsabile d’area per raggiungere gli obiettivi fissati.

Nasce una nuova figura, di responsabile dello Sviluppo della prestazione, individuata in Enrico Cardile, fino a oggi capo dell’aerodinamica e del progetto del veicolo. Confermate altre figure, Enrico Gualtieri a capo dell’area power unit, Simone Resta a dirigere l’area Ingegneria del telaio, Laurent Mekies direttore sportivo e responsabile dell'attività in pista.

Binotto, serviva cambiare

"Come avevamo anticipato nei giorni scorsi, abbiamo voluto intervenire sulla struttura organizzativa dell’area tecnica in modo da rendere sempre più veloce ed efficiente il processo di ideazione e sviluppo della prestazione della vettura. C’era bisogno di dare una sterzata, identificando in maniera più netta responsabilità e processi e, al tempo stesso, ribadendo la fiducia dell’azienda in questo gruppo tecnico.

L’area affidata ad Enrico Cardile, che si avvarrà del contributo di esperienza di Rory Byrne e continuerà a contare su un tecnico preparato come David Sanchez, sarà il fulcro dello sviluppo della prestazione della monoposto”, spiega Mattia Binotto.

Tecnici Ferrari di assoluto valore

Una fiducia nel gruppo di tecnici che va a rispondere indirettamente anche alle critiche mosse recentemente, a seguito delle prestazioni insufficienti in pista del progetto SF1000: “Siamo convinti che il valore delle persone Ferrari sia di assoluto livello e non abbia nulla da invidiare a quello dei nostri maggiori concorrenti, però dovevamo intervenire per dare un segnale forte di discontinuità, alzando l’asticella delle responsabilità dei leader di ciascuna area.

L’abbiamo detto più volte ma vale la pena ripeterlo: abbiamo iniziato a gettare le fondamenta di un processo che ci deve portare a costruire un nuovo ciclo vincente, duraturo nel tempo. È un percorso lungo, che può subire delle battute d’arresto come quella che stiamo vivendo attualmente in termini di risultati e di prestazione, ma che ci deve veder reagire con forza e determinazione per ritornare il prima possibile ad essere protagonisti assoluti in questo sport. Questo è ciò che vogliamo tutti noi e quello che si aspettano i nostri tifosi in tutto il mondo."