La minaccia più seria, finora, è arrivata dai rischi legati all’affidabilità nella zona posteriore, tra cambio e sospensione, per una Mercedes altrimenti dominante.

In una stagione senza il Paul Ricard e Suzuka in calendario, davanti si prospettano le piste sulle quali la W11 può considerarsi – più che altrove – favorita assoluta. Silverstone e Barcellona compongono il terzetto di Gran Premi nel quale continuare la striscia vincente iniziata a Spielberg. A Red Bull, se saprà trovare la massima competitività, il compito di ostacolare Hamilton e Bottas.

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Proprio sull’affidabilità, l’importanza in una stagione “breve” di ridurre le battute d’arresto, si concentra Toto Wolff alla vigilia del GP di Gran Bretagna.

Alle spalle le preoccupazioni austriache

“Abbiamo avuto un buon avvio di stagione: abbiamo risolto i problemi che ci hanno messo in difficoltà nel primo week end, abbiamo vinto 3 gare su 3 e ottenuto un buon bottino di punti. Però le prime tre gare hanno anche evidenziato un altro fattore cruciale: l’importanza dell’affidabilità in una stagione accorciata.

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Siamo uno degli unici due team (l’altro è la McLaren; ndr) ad aver finito tutte le gare con entrambe le macchine quest’anno, sappiamo quanto rapidamente un ritiro possa far svanire il comando nella classifica dei punti. È un buon promemoria per tutti noi della necessità di restare vigili e come anche il più piccolo errore possa costarci tanti punti”.

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Classifica che dice di un Hamilton con 30 punti di margine su Verstappen, 5 su Bottas, divari che nel Costruttori spiegano meglio cosa significhi aver visto sempre la bandiera a scacchi: 121 punti contro i 55 di Red Bull, più immediato inseguitore.

“Dopo un meritato week end di riposo per la squadra sui campi di gara, adesso iniziamo la seconda sequenza di tre gare consecutive. Ci prepariamo alle due gare a Silverstone, una pista che si trova sulla strada verso le nostre fabbriche e ci fa sentire a casa.

Ci siamo goduti ottimi risultati negli ultimi anninel GP di Gran Bretagna, però sappiamo tutti il celebre moto di Babe Ruth: ‘Un home run fatto ieri non vince la partita odierna’. Non c’è il diritto a un buon risultato perché sei stato forte in passato, anzi, al contrario: una gara di successo sarà sempre il risultato del duro lavoro di ogni singolo componente della squadra, dovremo produrre il nostro miglior gioco per restare davanti ai nostri avversari”.

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