Spa-Francorchamps ha esposto in modo clamoroso nel risultato – e nella prestazione – le lacune della Ferrari SF1000. Manca la potenza dalla power unit, manca l’efficienza in curva, l’aderenza ottenuta dal funzionamento corretto delle gomme, manca la prestazione sul dritto.

Fattori inevitabilmente interconnessi, perché si può immaginare che, potendo contare su più potenza e cavalli, il sacrificio della prestazione in curva sarebbe stato minore e, a sua volta, più carico avrebbe aiutato la gomma a funzionare nella finestra operativa ideale.

Monza attende, velocissima e diversa ancora da Spa, perché con più richieste di massima trazione – fuori dalle varianti – e, soprattutto, le curve di Lesmo dove, un ripetersi dei problemi di funzionamento delle gomme, avrebbe effetti pessimi sulla prestazione.

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Ristabilire la gestione della gomma

A dire di Ross Brawn è l’elemento che deve tornare sotto controllo il prima possibile per ristabilire un week end sportivamente dignitoso. “Sono stato in una situazione come quella in cui si è trovata la Ferrari a Spa, nella quale non fai lavorare le gomme, non arrivano in temperatura e il decadimento della prestazione è drammatico. Indipendentemente da ciò che dice la gente sul deficit che possono avere con il motore a seguito dei chiarimenti tecnici, non perdi 1”3 al giro da un anno all’alto solo con quel parametro.

Semplicemente non sono riusciti a portare le gomme nella fascia di utilizzo. Il fatto che a Spa facesse più freddo non li ha aiutati nemmeno. Quando questo accade, la prestazione crolla e in forma spaventosa: se riusciranno a compiere questo passo e portare nuovamente le gomme a funzionare correttamente, penso che la prestazione tornerà. Non saranno ancora vincenti ma la situazione diverrà più dignitosa”.

Dire quanto, a Maranello, riusciranno a svoltare con il progetto 2021 lavorando sulla configurazione aerodinamica, è un’incognita. Di certo, in Belgio non sono mancati gli esempi di macchine molto scariche e comunque in grado di girare bene e più rapidi della Rossa, con Renault l’esempio più evidente.

Sainz, sogno Ferrari da costruire

Brawn guarda anche a chi, ferrarista eletto, dovrà accompagnare la squadra in un anno prospettato di transizione dalla dirigenza, verso un 2022 di ritorno alla massima competitività: Carlos Sainz. E’ stato un anno molto difficile per lui, ma è un ragazzo positivo, ha un carattere molto forte e la sua carriera non è stata una corsa facile. L’ho sempre tenuto in gran considerazione, penso sia un gran pilota e gestirà questa situazione. Però quel che sembrava una mossa da sogno in Ferrari il prossimo anno non sembra in questo momento troppo buona e, inevitabilmente, dev’essere nervoso sulle prospettive in vista della prossima stagione”, il Brawn-pensiero.

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