A sfogliare le ultime uscite a Monza di Sebastian Vettel, i momenti vissuti nel 2018 e nel 2019 finiscono tra i punti in ombra dell’esperienza con la Ferrari. L’errore in lotta con Hamilton al primo giro alla Roggia, due anni fa; le incomprensioni in qualifica vissute nel 2019. Diverso, comunque, rispetto al GP d’Italia che vivrà Seb il prossimo week end era il contesto tecnico, di una Ferrari competitiva perlomeno sulle piste più veloci.

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Dopo Spa i timori di un ripetersi dello sciagurato week end belga serpeggiano tra i tifosi, la speranza è che nel GP d'Italia si possa risollevare un po’ l’asticella delle prestazioni. Sarà un’ultima Monza senza pubblico, il che attenua un po’ l’effetto nostalgia del non poterla più correre da pilota Ferrari.

L'affetto del pubblico

“Sarà un grande peccato non avere i nostri tifosi, sarà la prima volta in cui vedrò Monza senza tifosi, e forse non solo per me. Per questo motivo le cose per me saranno un po' più semplici, perché penso che una delle cose più travolgenti dell’essere un pilota Ferrari sia stata vedere quanti tifosi ha questa squadra in tutto il mondo. Non voglio essere frainteso, ma sarebbe più difficile per me sentire il calore di chi ci supporta e pensare che sarà l’ultima volta”, spiega Seb, nelle dichiarazioni riportate dall’edizione italiana di motorsport.com.

Monza è un crocevia che ritorna nella recente storia dell’evoluzione Ferrari, fu dopo le deludenti prestazioni nel 2017 che sotto l’impulso del presidente Marchionne - “Gap da Mercedes è stato imbarazzante” tuonò dopo quella gara – si passò da una Rossa spesso veloce su piste lente e magistrale nella gestione gomma a una SF71-H con altra specializzazione, e la competitività sulle piste ultraveloci e sul dritto arrivò l’anno dopo.

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Spinta sullo sviluppo e opinioni divergenti

Anni di rincorse al mondiale, mai concretizzate per lacune della monoposto e per errori, troppi, di Sebastian. Gratuiti alcuni, altri per mancanza di feeling con la macchina. Nel guardare a quel che non ha funzionato dell’esperienza ferrarista, Vettel spiega: Non abbiamo mai avuto il pacchetto per lottare davvero per il campionato del mondo fino alla fine. Ma non c’è una sola ragione che ha determinato il tutto, ce ne sono diverse.

Ho dei consigli per la squadra? Penso di sì e credo di aver espresso le mie opinioni negli ultimi anni, probabilmente è anche vero che su alcune cose non condividiamo la stessa opinione, ma il mio ruolo è chiaro: guido la monoposto e cerco di spingere sullo sviluppo".

Futuro, solo F1 e per essere competitivo

Sul futuro, esclude di poter gareggiare in altre categorie che non siano la Formula 1, un chiarimento che segue i commenti di Cameron Glickenhaus, a fantasticare su un possibile interesse di Seb sul progetto WEC Hypercar. L’anno sabbatico resta un’alternativa allo scenario Racing Point-Aston Martin, “non mi interessa molto legarmi a una squadra che non sarà in grado di lottare per obiettivi per cui vale la pena combattere. Credo che la grande incognita sono le regole nuove che entreranno in vigore nel 2022, molte squadre sperano che possano cambiare le cose”.

Sepang 2015 il ricordo più bello

Degli anni di Vettel in Ferrari resteranno ricordi positivi che passano dall’ultima vittoria a Singapore nel 2019 al successo a Silverstone “in casa loro”, fino all’italianissimo Seb che interpreta Toto Cutugno sempre dopo una vittoria a Singapore. A lui, il ricordo più bello, resta la prima vittoria in Malesia, "Dopo quel successo sono arrivate molte altre vittorie, ma la prima ha sempre un sapore particolare, vedi la squadra sotto il podio come non avevi mai visto, senti l’inno italiano e abbiamo fatto una bella festa dopo la gara".

"Ho molti bei ricordi legati a quel giorno. Sto pensando a ritroso in questi anni, e posso dire che non ho rimpianti, ci siamo divertiti molto, ripenso a tanti bei momenti. Ma se devo metterne uno davanti a tutti scelgo la Malesia".

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