Spettatore a Spa-Francorchamps, di una buona gara corsa da Norris, per Carlos Sainz arriva una Monza che tra 12 mesi vivrà da ferrarista e dà oggi l’opportunità di mettersi in luce e rifarsi dopo la delusione del mancato via in Belgio, per problemi alla power unit con la conseguente rottura dello scarico.

“Dopo la gara di Barcellona speravo in un altro week end pulito a Spa, sfortunatamente non sono nemmeno partito ed è molto frustrante guardare indietro e vedere tutti i punti che ho perso in questa stagione per vari problemi.

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Preferisco però guardare avanti e dedicare tutte le mie energie alle sfide e gare in arrivo. In macchina sono a mio agio e sono certo che la fortuna alla fine girerà se resteremo concentrati e continueremo a lavorare a fondo”, commenta Carlos. Occasioni mancate che avrebbero potuto proiettarlo in classifica Piloti molto più avanti dell’attuale 11^ con 23 punti, in partita per la quarta piazza, per la quale Norris è in piena battaglia.

Bayern, che esempio

Punti che avrebbero aiutato la causa McLaren nella corsa al terzo posto, risultato che sarebbe un po’ come vincere la Champions Leauge del mondiale degli altri. E il parallelo calcistico è calzante a sentire le parole di Andreas Seidl. Ha preso le redini della McLaren lo scorso anno e traghettata verso posizioni onorevoli.

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Guarda al calcio, è d’ispirazione il “suo” Bayern Monaco: “Non è un mistero che sia un grande tifoso di calcio, sin da ragazzo tifo Bayern Monaco e vedere quel che ha fatto il club quest’anno è qualcosa che ho seguito molto da vicino. Sono felicissimo abbia vinto anche la Champions League ed è interessante vedere come dopo il difficile avvio di stagione e la decisione di cambiare allenatore e scegliere Flick, vedere come siano riusciti a svoltare.

Guardo molto alla cultura del non accusare, a come giocatori superstar scattano davanti per arretrare, alla fine è qualcosa che provo a stabilire in McLaren. È importante per un team, se vuoi crescere, assicurarsi che una volta commesso un errore – e accadono – non perdere troppe energie nel trovare il colpevole.

Siamo una grande, grande squadra, con 600-700 persone e considero ogni singolo membro come componente di una squadra”.

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