Tutti ad aspettare sabato prossimo, la Q2 e Q3, per capire se l’intervento della FIA avrà messo un po’ i freni allo stradominio Mercedes, limitando l’utilizzo delle mappature specifiche da qualifica.

Monza è il banco di prova per eccellenza nel verificare l’impatto della potenza massima sul tempo sul giro, è la terza pista in calendario per “power sentitivity”, ovvero, quanta differenza fa nel crono poter contare su più cavalli. Per l’84% del giro si va in pieno e diventano premianti potenza e basso drag, per cui il pack aerodinamico utilizzato a Monza è spesso unico.

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Tutto qui? Anche no, perché il tempo si fa in altri due esercizi chiave: frenata e, soprattutto, trazione fuori dalle varianti. Grip meccanico quindi, ovvero, gomma che funziona al meglio nonostante il calo di temperatura sul dritto e le sfide alle due di Lesmo e in inserimento della Ascari.

Un limite e un'opportunità

Mercedes rallentata in qualifica? Toto Wolff scandisce in modo chiaro concetti semplici, della serie: attenzione a farsi troppe illusioni.

“Il Tempio della velocità è un circuito da vero basso carico e bassa resistenza, sul quale la velocità in rettilineo è fondamentale per avere un buon risultato. Spesso la gara è stata vinta dalla pole in passato, il che rende la qualifica particolarmente importante in Italia.

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Tanto la sensibilità della potenza che l’importanza della qualifica fanno di Monza la pista perfetta per verificare l’impatto della nuova direttiva tecnica che entra in vigore dal GP d’Italia. TD/037-20 limita l’utilizzo delle modalità di motore, chiedendo ai team di utilizzare la stessa mappatura del motore termico in qualifica e in gara. Sarà intrigante vedere come inciderà sull’ordine dei valori assoluto e relativo, al sabato e domenica. Siamo impazienti di raccogliere la sfida e voltarla a nostro favore”.

W11 esemplare magnifico

Un giro perfetto a Monza chiama in causa anche il fattore scia. Se realizzato alla perfezione, per tempi e distanze tra le due macchine, il delta tra un giro solitario e uno con una “lepre” davanti vale 7 decimi: un’enormità, a condizione di programmarlo e attuarlo correttamente.

Ritrovata quest’anno la competitività assoluta sulle piste veloci, Wolff guarda al Belgio e conclude: Spa negli ultimi anni non è stata la pista a noi più favorevole, perciò è stato molto bello svoltare quest’anno e lasciare il Belgio con un uno-due.

Poche settimane fa ero a bordo pista a Silverstone, a guardare le nostre macchine passare a Maggotts e Becketts, lo scorso a Spa ho visto l’onboard dei passaggi a Malmedy e Pouhon, vedere la W11 guidata con rabbia, attaccare la pista con tutto quel che ha, è davvero impresisonanete e dimostra il colossale lavoro fatto da tutti a Brackley e Brixworth per realizzare una macchina magnifica”.

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