Ancora un turno di libere per capire se il week end è partito col piede giusto, a Monza, per la Ferrari. Difficile, si è ripetuto a lungo, il GP d’Italia che aspetta la SF1000. Sperare perlomeno che non vada in scena un secondo atto sulla stessa trama sviluppata in Belgio è un auspicio che aspetta il riscontro del cronometro.

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Mattia Binotto analizza tra le due sessioni del venerdì il momento vissuto dalla Rossa, passa di nuovo in rassegna aspetti noti del perché a Spa le cose non siano andate bene – da subito – e perché Monza può essere un po’ meno dura nel giudizio sulla SF1000.

“Spa ha dimostrato quelli che sono i punti deboli di questa macchina, credo lo sapevamo ma l’ha evidenziato. Non abbiamo ottimizzato probabilmente il pacchetto, siamo partiti col piede sbagliato, ricercando confidenza del pilota nella guida. Potevamo fare un po’ meglio”, spiega a Sky Sport.

Mappatura unica vale 3 decimi in qualifica

"Monza intanto è una pista diversa, la potenza motore influirà molto sui lunghi rettilinei però le curve sono meno difficili di Spa, è importante la stabilità in frenata, le condizioni del tempo sono diverse e questo magari ci potrà aiutare, lo vedremo.

Finalmente poi c’è la direttiva tecnica che influirà sulle prestazioni dei motori in qualifica, curioso un po’ di vedere come si ribilanceranno le prestazioni, può valere anche 2-3 decimi, non è trascurabile. Queste sono condizioni che fanno sì che Monza potrebbe essere diversa dal Belgio.

Questa mattina il programma è stato regolare, abbiamo i dati che ci servono, cerchiamo di fare del nostro meglio”.

Confronto quotidiano con Camilleri

Nei mesi scorsi, il tema della presenza della dirigenza in queste stagioni di grave crisi - acuitasi per le vicende legate ai vincoli imposti dalla Federazione sulla power unit – è tornato spesso. Binotto assicura come la partecipazione e l’interesse vi siano, “il confronto c’è, indipendentemente da Spa, c’è dopo ogni gara, ogni giorno, su ogni tema che affrontiamo: il supporto è totale, completo.

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Con Camilleri mi sento tutti i giorni, anche più di una volta, indipendentemente dalla loro presenza ai gran premi, l’importanza di sapere di poter alzare il telefono, poterli chiamare.

Il supporto c’è, condividiamo il progetto, le difficoltà, le soluzioni, questa è la cosa che mi rassicura.

Avanti con la protesta contro RP

Sul piano politico, la Ferrari è arrivata alla firma del Patto della Concordia conservando benefici storici, poi c’è un tema aperto, la protesta avanzata contro Racing Point, una voce rimasta isolata a contestare il progetto RP20 copiato da Mercedes, mentre sul fronte opposto il team di Stroll pure avanza in appello per rivedere la penalizzazione decisa dai commissari: 400 mila euro di multa e 15 punti tolti nel Costruttori.

Binotto puntualizza: “In questo momento abbiamo confermato il nostro appello, stiamo chiedendo chiarimenti alla FIA soprattutto per il futuro, sull’anno prossimo. Pensiamo che copiare un’intera vettura non sia una cosa corretta, dal nostro punto di vista e del regolamento che lo proibirebbe; è un tema di proprietà intellettuale, nemmeno nel mondo dell’industria si copia da un prodotto all’altro.

Pensiamo la proprietà intellettuale sia una cosa importante, cerchiamo questi chiarimenti in vista dell’anno prossimo, se ci saranno siamo pronti a ritirare l’appello”, dice, approfondendo un ulteriore passaggio in conferenza stampa dei team principal: “Se fossi stato in Mercedes avrei protestato contro qualcuno che mi copia”. E la stoccata tocca un punto cruciale, con il riconoscimento della colpevolezza Racing Point sul design delle prese dei freni: c’è un corrèo?

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