Aggrapparsi alla strategia, per contendere la leadership, al Mugello, persa dopo la seconda ripartenza. Valtteri Bottas ci ha provato ma la richiesta fatta via radio, di montare gomme di mescola diversa da quelle che avrebbe montato Hamilton al primo pit-stop, non è stata accolta.

Ed è il responsabile della strategia, James Vowles, a spiegare perché, la richiesta di Valtteri, non poteva essere attuata. “Prevedevamo di fermarci ancora una volta. Tra il giro 29 e il giro 30 abbiamo iniziato a vedere delle vibrazioni sulle gomme anteriori di Valtteri, sempre più significative. Ci ha ricordato quanto visto a Silverstone, questa volta volevamo evitare che si ripetesse.

Marko, Mercedes resta superiore nella parte elettrica

Come conseguenza, anziché pittare per primo Lewis - che aveva la precedenza - abbiamo fatto rientrare Valtteri.

Considerato che il degrado delle gomme medie era stato superiore al previsto e che lo stint era leggermente più corto di quanto non volessimo - e del fatto che dovevamo guidare il gruppo - abbiamo optato per le gomme dure. Prima di tutto ciò, quel che avremmo fatto sarebbe stato fermare per primo Lewis, con la priorità, e qualsiasi gomma avesse montato saremmo stati più che felici di fare qualcosa di diverso con Valtteri.

Ma non è stato un pit pianificato, abbiamo risposto a un problema e come risultato abbiamo scelto la soluzione sicura”.

Temperature estreme ma nessun timore

Una ripartenza da fermo, dopo la bandiera rossa per l’incidente avvenuto al termine della neutralizzazione con Safety Car, alla quale Hamilton si è presentato con i dischi freno anteriori fumanti. Motivo di “preoccupazione” al muretto? Non eravamo spaventati del fumo che uscita dalla ruota anteriore sinistra di Lewis, è stata la conseguenza del riscaldamento che aveva fatto sulle gomme e i freni nel giro di formazione”, spiega Vowles.

“Ha sviluppato temperature superiori ai 1000° C su quel disco e l’ha raffreddato, però, quando si è posizionato in griglia era ancora molto caldo. Non c’era stato un flusso d’aria sufficiente nell’ultima serie di curve per raffreddare a sufficienza il freno.

Non è il fumo che preoccupa, è il comportamento del carbonio all’interno della ruota che inizia a diventare troppo caldo. Le fiamme sono un problema del tutto diverso e non ne abbiamo viste, per questo non eravamo preoccupati in quella fase”.

Hamilton: 'Non mi fermerò, sfidiamo tutte le ingiustizie'