Dal Mugello a Sochi, cambia completamente lo scenario e anche l’esercizio. Dai saliscendi della campagna toscana al piattume di una Sochi più simile a un tavolo da biliardo. Da una pista sulla quale non vai più giù della quarta col cambio, a una tracciatura tormentata di curve a 90 gradi.

L’occasione ghiotta, per Red Bull, è sfumata con Max Verstappen. Podio per Albon, frustrazione per Max, dopo 20 metri perfetti per immaginare di sfidare Mercedes al Mugello, prima che la power unit Honda ripiegasse, rallentasse, ritirasse la numero 33.

Progressi della RB16 da confermare

L’episodio è stato discusso tra team, pilota e motorista, perché gli stop causati da problemi tecnici sono troppi e nei momenti meno opportuni, per competitività su piste come Spielberg e Mugello. La prossima fermata potrebbe non essere altrettanto favorevole a Red Bull, resta intatta la voglia di tornare in macchina e capire cosa potrà fare la RB16.

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“E’ positivo per tutta la squadra aver avuto un week end di pausa ma io non vedo l’ora di tornare a correre, specialmente dopo non aver fatto nemmeno un giro in gara al Mugello.

Non è bello lasciare il week end di gara in quel modo, soprattutto quando penso che avevamo una buona opportunità di fare qualcosa in più di un podio, però dobbiamo lasciarci la cosa alle spalle.

Abbiamo discusso il problema con il team e tutti stanno lavorando nella stessa direzione, provando a lottare per ogni opportunità che dovesse arrivare a ogni gara. Penso abbiamo compiuto dei passi positivi con la macchina al Mugello ed è stato bello vedere Alex sul podio per la prima volta”, racconta Verstappen.

Passi avanti misurati finora su piste veloci, Spa e Mugello – altra storia Monza – mentre Sochi dirà se nel mettere giù la potenza, nel muoversi rapidi nel lento del terzo settore, nel gestire le gomme posteriori, Red Bull è cresciuta allo stesso modo.

La sfida della trazione 

“A Sochi non sarà semplice, non è stata per noi una pista favorevole con tanti lunghi rettilinei e la competizione dietro sarà vicina. È una pista piuttosto unica, gran parte delle curve sono a 90 gradi, solitamente non le affrontiamo. Dovremo centrare l’assetto giusto, in particolare per alcune curve lente per massimizzare l’uscita prima dei rettilinei. Non è il posto più facile sul quale sorpassare, speriamo che non abbia bisogno di troppi sorpassi e di ottenere un buon risultato”.

Sochi, c'è di meglio per il pilota

Sochi difficile da digerire per le sfide del pilotaggio, tanto più quando sei reduce dal Mugello. E Alex Albon – primo podio in carriera per lui in Toscana – è sincero: “Preferisco altre piste da una prospettiva di pura guida. Ogni curva è molto simile all’altra, perciò se sei competitivo in una tendi a esserlo su tutte. L’ultimo settore in particolare è piuttosto tecnico, ha bassa aderenza e devi gestire il pattinamento, soprattutto nel giro veloce.

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Sulla carta, il Mugello era un bel circuito per noi, ha dimostrato alla fine che stiamo compiendo progressi a ogni week end sulla macchina. Monza è stata probabilmente una gara anomale, ora torniamo a piste da maggior carico sulle quali dovremmo essere più competitivi. L’obiettivo resta sempre di agganciare Mercedes, visto che sono il riferimento”.