“Fintanto che dura il divertimento, resteremo”, parola di Toto Wolff. Sull’impegno Mercedes in Formula 1, nero su bianco nel Patto della Concordia, e sul proprio. Insieme a Hamilton si attende l’ufficializzazione del futuro, quanto a lungo ancora Lewis firmerà per restare a Brackley, con chi gli assicura le migliori opportunità tecniche presenti e in prospettiva. E in quale ruolo Toto Wolff resterà in una struttura della quale è non solo direttore d’orchestra ma al tempo stesso parte della proprietà.

Successione da preparare

Varierà qualcosa, da capire in quale forma, se attraverso una minor presenza sui campi di gara – “testata” lo scorso anno in Brasile – o altro. A Sochi, ha spiegato la logica di un cambiamento che arriverà: “Credo che andrò un po’ a mescolare le cose. Quel che ho sempre detto è che devi realizzare quando arriva il momento in cui passi dall’essere molto bravo a bravo, perché da lì non puoi più contribuire in alcun modo alla prestazione di una struttura.

Mick Schumacher con Alfa Romeo al Nurburgring

Non sento che sia ancora arrivato quel momento, però nel nostro team guardiamo avanti, ai leader “anziani” e ai giovani potenzialmente in arrivo. Non vogliamo creare un collo di bottiglia al prosperare dei talenti e per questo stiamo già guardando a ogni posizione in grande anticipo”, spiega intervistato da Sky Sports.

Possibili novità nell'azionariato

Garantire il ricambio nelle posizioni apicali, com’è avvenuto nella transizione accompagnata da Aldo Costa in uscita, come si è verificato nel reparto AMG HPP e l’avvicendamento al vertice tra Andy Cowell e Hywel Thomas. Dietro l’angolo assicura non ci sarà un retrocedere dal ruolo attuale, Toto: “Non vuol dire che lascerò come team principal però sto guardando più in là lungo la via. Sono un azionista e co-proprietario del team, non direi ‘basta così, sono fuori’: al contrario, sto solo ragionando”.

E tra i ragionamenti affiora un possibile riassetto azionario, non nelle forme emerse recentemente, indiscrezioni che davano lo sponsor Ineos a rilevare la quota di maggioranza: “Stiamo parlando con Daimler più su come potrà essere il futuro assetto azionario, quali sono le aspettative di ciascuno, di Mercedes su di me e viceversa.

No, assolutamente. Assolutamente non Ineos. Sarà sempre una squadra Mercedes fintanto che vorrà restare in F1. Penso che non cambierà nulla, possiamo guardare là fuori a investitori strategici o finanziari, c’è la quota di Niki e tutto fa parte delle discussioni. Però la notizia di Ineos ad acquisire la quota di maggioranza, io che lascio, è tutto privo di fondamento”.

A.d. della F1, discussioni morte sul nascere

Fondamento eccome, invece, c’è stato nella proposta avanzata da Liberty Media lo scorso anno per diventare il nuovo a.d. della Formula 1, un percorso bloccato dal veto della Ferrari nel passaggio da team principal a una figura che dev’essere di garanzia per tutti i team: un conflitto d’interessi insanabile. Sul quale Toto Wolff approfondisce: “Ero in una posizione difficile, perché Liberty Media mi ha fatto pensare sull’opportunità.

Però ho realizzato che amo il cronometro e la competizione. Se ti trovi a essere in quel ruolo, si tratta chiaramente di un campo di gioco del tutto diverso. A ogni modo era una cosa che non aveva molto senso seguire perché la Ferrari ha espresso una posizione chiara dicendo no, metteremmo il veto. Per questo motivo le discussioni si sono fermate in una fase iniziale. In un certo modo sono legittimati ad avere questa posizione, per questo è ok”.

Domenicali figura ideale

Quel ruolo che sarà, ufficialmente da gennaio 2021, di Stefano Domenicali: “E’ una gran persona, ha una personalità molto forte e la sua correttezza spicca su tutto.

L'editoriale del Direttore: Domenicali la novità più bella

Ha visto le corse da tutte le prospettive, è stato direttore sportivo, è stato team principal. Ha passato cattivi momenti al pari di bei momenti, ha lavorato con Audi a un progetto di Formula 1 ed è diventato amministratore delegato di Lamborghini, con gran successo: probabilmente è la persona più adatta a gestire la Formula 1. Ci siamo scambiati dei messaggi, gli ho detto sviluppiamo insieme la Formula 1 e rendiamolo lo sport migliore al mondo”.