Red Bull rileva le PU Honda? Yamamoto possibilista

Red Bull rileva le PU Honda? Yamamoto possibilista© LAT Images

C'è la volontà Honda di aiutare Red Bull e AlphaTauri, in qualsiasi modo dovesse essere utile,  commenta il responsabile del programma F1. L'idea che a Milton Keynes curino le power unit Honda 2021 anche dal 2022 è meno remota di quanto non appaia

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Fabiano Polimeni

06.10.2020 ( Aggiornata il 06.10.2020 13:01 )

Si potrebbe richiamare il recente passato, Honda che abbandona la Formula 1 da costruttore a fine 2008, fa le fortune di Ross Brawn che nel 2009 schiera una macchina da titolo rilevando la struttura di Brackley con una sterlina appena. 

Più semplicemente, l’ipotesi che Red Bull possa proseguire dopo il 2021 rilevando la struttura Honda a Milton Keynes e acquisendo il know how sulle power unit, per seguire con una divisione propria il progetto realizzato dal motorista, guadagna quota.

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L’alternativa è un ritorno alla fornitura clienti Renault, abbandonata tra le polemiche a fine 2017 da Toro Rosso, prima ancora da Red Bull in modo ufficiale – a utilizzare la power unit transalpina brandizzata Tag-Heuer -.

Honda dallo spirito collaborativo

A sentire le parole di Masashi Yamamoto, responsabile del progetto Honda F1, c’è il terreno perché si concretizzi la soluzione di una cessione tecnologica a Red Bull, che dovrebbe strutturare una divisione per gestire e sviluppare i motori, investimenti che alla luce del budget cap in vigore sui team dal 2021 potrebbero essere destinati a un reparto motoristi ad hoc.

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“Honda è felice di parlare con loro se dovessero avere bisogno di noi in qualsiasi modo, non solo intorno alla power unit ma anche su altre cose. Siamo felici di collaborare a supporto di Alphatauri e Red Bull per il loro programma dopo il 2021 in qualsiasi modo”, spiega Yamamoto a The Race.

“Come Honda abbiamo avuto così tante cose dalle squadre che vogliamo restituire in qualche modo per il futuro.

Se una tale richiesta (proseguire rilevando la tecnologia Honda, ndr) dovesse essere fatta dal team, sono pronto a parlarne in Giappone. Personalmente voglio supportare il più possibile e in qualsiasi modo potremo essere d’aiuto. Per il prossimo anno non ridurremo il numero di tecnici dal nostro progetto, produrremo il più grande sforzo per vincere il più possibile”, aggiunge Yamamoto.

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E una power unit che dovesse compiere altri progressi, con le prospettive di medio termine 2022-2025 all’insegna del congelamento tecnologico e le limitazioni ulteriori al numero di componenti della power unit impiegabili in una stagione, potrebbe risultare una strada vantaggiosa subentrare a Honda rispetto allo status di team cliente.

Peraltro, i 15 milioni di dollari risparmiati su ciascuna fornitura (Red Bull e AlphaTauri) sommati al surplus dalle limitazioni di spesa imposte ai team, sarebbero già risorse importanti da destinare a una divisione motoristi curata direttamente da Red Bull.

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