Il recente passato ha scritto in larga parte un presente fatto di delusioni, di prestazioni e risultati non da Ferrari. C’è poi un futuro da scrivere, bene e senza salti di punteggiatura nel leggere e interpretare il regolamento 2022, macchine alle quali si inizierà a lavorare dal prossimo gennaio.

L’origine dei “mali” della Ferrari SF1000 è nota, parte da un super-motore che nel 2019 ha mascherato le criticità della SF90 ma è diventata un’arma in meno per i tecnici con le direttive invernali emesse dalla FIA. I limiti della monoposto 2020, così, sono esplosi in tutta la loro gravità.

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Mattia Binotto spiega un percorso che ha portato allo scenario attuale e spiega come, la Ferrari, stia lavorando per ripartire. Dal 2021, sebbene con il realismo necessario di un campionato che darà poche chance si rinnovarsi.

“Dobbiamo ricordare il contesto della stagione attuale: Covid, ci fermiamo tutti per 9 settimane, congeliamo le vetture senza dare la possibilità di sviluppare, recuperare. Si guarda a un 2022 completamente nuovo, quindi anche le energie e forze devono per forza essere rivolte a quello che sarà il 2022. La stagione 2020 mi piace pensarla e vederla come un’eccezione e un contesto diverso rispetto agli anni precedenti e quello che ci si aspetta”, dice il team principal, intervistato da Carlo Vanzini su Sky.

Un 2022 sui binari

La dirigenza ha indicato nel 2022 l’anno in cui immaginare una Ferrari di nuovo vincente e in corsa per la posta che compete al mito. Sarà un campionato sul quale la Federazione ha fissato limitazioni stringenti alle libertà progettuali, per provare a contenere le “fughe in avanti” sempre dietro l’angolo in fasi di transizione regolamentare.

“Il regolamento per come è stato scritto è molto restrittivo, quindi ci sono poche opportunità di inventarsi qualcosa di strano. Le premesse sono quelle giuste: cercare di aumentare la spettacolarità, le vetture potranno perdere meno prestazione aerodinamica stando più vicine a quella davanti.

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Non è sufficiente solo un formato tecnico, serve un formato sportivo. Faccio un esempio banale, a me piace la ghiaia fuori dalle curve, l’abbiamo visto al Mugello, un pilota che rischia sbaglia”, commenta Binotto, trasparente nell’indicare quel che ci si può attendere il prossimo anno in termini di prestazioni e risultati: Realisticamente no, per il Mondiale penso onestamente di no. Tornare a lottare regolarmente per il podio, questo deve essere il nostro obiettivo".

Niente miracoli ma solidi progressi

Il nuovo progetto concentrerà lo sviluppo ammesso dall’utilizzo dei gettoni, nel modificare il retrotreno, area critica per le limitazioni che arriveranno nelle soluzioni possibili sul fondo. Correttivi ai quali abbinare una nuova power unit – che dovrà recuperare un gap esagerato, figlio delle limitazioni dettate dalle direttive tecniche emanate a fine 2019 – e gli sviluppi finiti sulla SF1000, per correggere il possibile e portarne i vantaggi nel 2021: “Gli aggiornamenti che abbiamo portato recentemente sono importanti, per l'anno prossimo abbiamo obiettivi sfidanti. C'è una squadra responsabile che vuole riscattarsi.

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Avremo un motore completamente nuovo che gira bene a banco, abbiamo delle idee per la vettura, non possiamo aspettarci miracoli in un contesto come questo, nel quale le opportunità in galleria del vento sono ridotte rispetto al passato. Anche ai banchi prova, io sono certo che questa squadra è viva, che faremo un passo avanti”.

Mai proteste degli avversari sulla PU

Inevitabile che nella narrazione di quel che è il campionato attuale non si parta dall’inverno del 2019, dalle diatribe intorno alla power unit Ferrari e le richieste di chiarimento avanzate dagli avversari. Precisazioni su precisazioni, analisi della FIA, mai però una dichiarazione di power unit fuori dalle regole. “Irregolari? La risposta è banale, lo sanno tutti: no. Fossimo stati irregolari saremmo stati squalificati. La Federazione ci ha controllato per varie gare, tantissime, cercando di capire o di accertarsi senza mai trovare un’irregolarità: nessun avversario ha mai fatto protesta. Ci fosse stato un evidente o plateale irregolarità, mi aspettavo che un avversario qualunque potesse anche protestare, cosa che non ha fatto.

Accordo segreto, è ovvio

Quel che è stato fatto successivamente, l’accordo con la FIA parte dalla volontà solo della FIA di continuare eventuali indagini, senza averne l’obbligo se non nel suo ruolo. Indagini che avrebbero portato a un dispendio di energie da parte loro e nostra, siamo arrivati a un accordo banale, concentriamoci sul futuro, aiutiamoci a capire quali sono quelle aree grigie del regolamento dove servono dei chiarimenti. Sono stati fatti. Un accordo è normale che sia segreto. Raccontiamo a tutti il nostro motore? Apriamo e mostriamo i nostri disegni? Credo che nessuno l’abbia mai fatto in F1, non è il momento di iniziare a farlo.

Mella zona grigia ci siamo stati per tutta la stagione, fino alle direttive in inverno, anche con il nostro aiuto, che hanno impedito di fare certe cose sulle power unit. Ha influito su noi ma anche sugli altri, non pensiamo. Noi forse più di altri, la dimostrazione è la stagione attuale”, spiega Binotto.