Daniil Kvyat ad Imola ha fatto una grande gara, ma il futuro in casa AlphaTauri parla giapponese. Il pilota designato infatti pare essere Yuki Tsunoda, ragazzo di belle speranze che potrebbe riportare la bandiera nipponica in una griglia di partenza di Formula 1. In attesa di disputare gli ultimi due appuntamenti di Formula 2, Tsunoda è sceso in pista ad Imola, per la sua prima volta a bordo di una F1. Lo ha fatto con una vettura 2018, la Toro Rosso Str12, però verniciata con i colori attuali dell'AlphaTauri. 

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La situazione in F2

L'intento del gruppo Red Bull è chiaro: permettere a Tsunoda di percorrere i 300 chilometri utili per avere il permesso dalla Federazione di disputare una sessione di prove libere all'interno di un fine settimana di gara. Il resto per poter ottenere la Superlicenza dovrà farlo Yuki, chiudendo tra i primi quattro nella Formula 2 2020. Al momento il giapponese, al suo primo anno in F2, è terzo in classifica con 147 punti, dietro a Mick Schumacher (primo con 191) e Callum Ilott (169), mentre dietro di lui, con 145 punti, c'è Christian Lundgaard. Il margine sulla quinta posizione per Tsunoda è di sette lunghezze, dal momento che Robert Shwartzman e Nikita Mazepin ne hanno raccolti finora 140. Il giapponese potrebbe anche chiudere al 5° posto, ma a quel punto per ottenere la Superlicenza avrebbe assolutamente bisogno di girare al venerdì per ottenere i punti che gli mancherebbero per il raggiungimento della "patente" di F1.

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Le parole di Tost

Tsunoda potrebbe diventare il primo pilota nato nel terzo millennio a debuttare in Formula 1. Se lo farà, sarà tutto per merito suo e non perché spinto dalla Honda, come ha spiegato Franz Tost a RaceFans: "Penso che la decisione verrà presa presto, arriverà dalla Red Bull, dunque vediamo. Se sarà presa prima della fine della stagione, andrà bene. Ma dipenderà anche dalla posizione in cui Yuki terminerà in campionato, perché è un fattore molto importante. Se sarà scelto, sarà solo per merito delle sue prestazioni, non per gli sponsor o roba così. Questo non è mai stato il caso né alla Toro Rosso né adesso all'AlphaTauri. Noi vogliamo essere convinti che il pilota abbia la necessaria abilità e capacità di guidare con successo come un pilota di F1, perché nonostante siamo la cosiddetta sorella minore, il nostro orgoglio ci impone di desiderare buoni piloti".

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