C’è un’idea che è in un calendario di F1 2021 ricco di appuntamenti, diverse sorprese – l’assenza del Vietnam sembrerebbe per vicende extrasportive legate al promoter, una permanenza di Interlagos sebbene ancora senza contratto – e una determinazione di Chase Carey, a.d. uscente di Liberty Media: riportare il pubblico sulle tribune.

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La condizione è essenziale per attivare la normalità del business, i promoter che pagano i regolari diritti da contratto, incassano la vendita dei tagliandi e l'affare-F1 torna a una configurazione ordinaria, dopo la straordinarietà del 2020. Chi sul punto si mostra più cauto è François Dumontier, a.d. della società promoter del GP del Canada. A Montreal si correrà il 13 giugno prossimo, con i lavori per approntare il circuito cittadino che precederanno almeno di un paio di mesi la data del GP. “Sono ottimista ma al tempo stesso realista. Ci sarà una stagione di F1 nel 2021, 17 gare sono il minimo e resto ottimista sul fatto che la prossima stagione sarà un po’ più lunga dell’attuale”, dice in un’intervista a La Presse canadese.

Porte aperte spesso, non ovunque

Il realismo punta dritto sulla fattibilità di un campionato con tutti i GP aperti al pubblico: “Ci sono state 4-5 gare aperte al pubblico nel 2020, penso a Portogallo e Russia in particolare. Credo che ve ne saranno ancor di più nel 2021.

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Quest’anno siamo stati colpiti dalla pandemia, sappiamo che esiste e che possiamo convivere con il virus fino a un certo punto. Arriverà un vaccino anche se non sappiamo quando. Dobbiamo tutelare i restanti anni di contratto, per evitare di perdere la gara. Quando sento i commenti di Chase Carey, le aspettative di vedere il prossimo anno il pubblico sulle tribune, credo che non sarà probabilmente possibile in alcuni paesi.

Aiuti necessari per rispettare il contratto

La gara di Montreal ha un contratto di lunghissimo termine, un accordo esteso 3 anni fa per coprire fino all’edizione 2029. Nelle parole di Dumontier, tra la determinazione della F1 ad aprire i GP agli spettatori sulle tribune e la necessità di garantire le condizioni contrattuali, si fa spazio anche uno scenario eventuale – se le autorità dovessero porre limiti alla presenza di pubblico a grandi manifestazioni sportive – ma necessario: discutere un supporto (ulteriore a quanto già non riceve il GP del Canada - 100 milioni di dollari dal governo comunale fino all’organo federale, assegnati per l’estensione dal 2025 al 2029,) economico per coprire i costi di un week end a porte chiuse.

Dovremo avere un certo numero di spettatori nel 2021 e se dovesse essere un GP a porte chiuse, che non è da escludere, allora dovrò discutere con le autorità locali per ricevere un supporto finanziario. Impossibile dire oggi quando metteremo in vendita i biglietti, servirebbe la sfera di cristallo. Sarà influenzata dalle decisioni del Dipartimento di salute pubblica; in questa fase, pur essendo stato pubblicato un calendario, non metteremo in vendita i nostri biglietti e non avverrà nel 2020”.