“Giovani” rinviati, vecchia guardia promossa. Un po’ l’idea di Ross Brawn dopo una domenica turca da gloria massima per Lewis Hamilton, che vince con visione e calma. Un Perez e un Vettel che arrivano lì sul podio sbagliando meno di altri – Seb, affatto – e un Leclerc, tra i “giovani” a pagare l’errore alla terzultima curva.

Sterzi a parte: Vettel, è qui la testa

Peggio va a Verstappen, bocciato: “Giudicare come avrebbero risposto le gomme era una vera sfida, come si sarebbe sviluppata la gara e prevedere come sarebbero state le gomme nel giro di 10 o 20 tornate: è su queste cose che conta l’esperienza. Per questi giovani piloti sarà un altro riferimenti da incamerare nel bagaglio dei dati”, spiega Brawn.

Poco grip? Era uguale per tutti

Naturalmente per Lewis c’è il peana, sorprendentemente anche per il promoter del GP di Turchia un giudizio positivo. L’Istanbul Park non si discute, ma la tempistica con la quale si è deciso di procedere con la riasfaltatura è quantomeno da bocciare.

“Promoter e paese hanno fatto un lavoro fantastico nel mettere il circuito in condizione di ospitare un Gran Premio sensazionale. Capisco che i piloti non siano stati contenti dei livelli generali di aderenza ma è stata la conseguenza di una tardiva decisione di correre in Turchia. Penso che a volte i piloti dovrebbero ricordare che si tratta di una competizione su chi taglia per primo il traguardo, perciò sebbene i valori di aderenza non fossero elevati era la stessa condizione per tutti. Alcuni piloti hanno lavorato e sono scesi a compromessi, altri l’hanno vissuta come una distrazione”, l’analisi di Ross Brawn.

Istanbul ha dimostrato, semmai servisse, come la spettacolarità in pista aumenta esponenzialmente al diminuire dei valori di grip quindi di velocità e prestazione. Tutto molto bello e avvincente ma tutto un altro modo di leggere la Formula 1 rispetto all’essere la categoria più veloce in assoluto del motorsport. E un asfalto per come si è presentato al venerdì semplicemente non è all’altezza della Formula 1.

Ripagato chi ha lavorato sodo

Avere un fondo sfidante com’è stato questo week end non è stata una cosa cattiva. Ha mostrato al massimo il talento del pilota, non penso che i valori di aderenza siano una misura del livello di competizione che avrai. La competizione dev’essere equa e leale, è uno sport e dobbiamo dare a tutti la stessa opportunità. È sfidante ma dovrebbe essere vista come una cosa positiva. La Turchia non aveva l’asfalto con più aderenza ma quelli che si sono rimboccati le maniche e pensato che fosse un’opportunità hanno avuto successo”.

Hamilton l'attendista

Una via decisamente diversa l’ha percorsa Hamilton, che nelle condizioni incontrate al venerdì e in qualifica, fino alle prime battute di gara, proprio non sembrava essere nel migliore dei week end. Svolta tutto con la gestione della gomma intermedia, la pista in lento miglioramento e la decisione di portare le Pirelli al traguardo, fossero anche arrivate “sulle tele”.

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“Grandissimi complimenti a Lewis, ha dimostrato perché è un talento così eccezionale. In Turchia, sebbene Mercedes abbia faticato per tutto il week end su un asfalto scivoloso e condizioni fredde, è rimasto paziente in gara, ha giocato di strategia e spinto quando serviva. Ha fatto funzionare le gomme quando nessun altro ci riusciva ed è stata la dimostrazione perfetta del perché sia un 7 volte campione del mondo, a eguagliare il record di Michael.

Sono personaggi diversi, il che è fantastico. Lewis è diverso da Michael nel modo in cui si avvicina alle cose. Nell’essenza, entrambi hanno un dono divino”, commenta il direttore generale Motorsport della F1.

“E’ difficile trovare una debolezza nell’arsenale di Lewis, a volte sembra essere emotivo via radio ma il team sa come gestirlo con la calma del suo ingegnere Pete Bonnington. Tutti in quel team lavorano così bene insieme. Quella di domenica non è stata una vittoria semplice, non ha messo la macchina in pole ed è sparito alla distanza. È stato un week end sfidante, nel meteo, nelle condizioni e nella pista.

Attualmente si trova al vertice della sua carriera e non so quando la sua forma inizierà a indebolirsi.