L’inedito Anello esterno del Bahrain International Circuit sarà un giro corto, da poco più di 50 secondi, con tutte le variabili e problematiche del caso, in primis per il traffico in qualifica nel GP di Sakhir e la possibilità di costruirsi un giro pulito.

Avrà anche una novità ulteriore rispetto alla configurazione del GP del Bahrain e interessa il punto in cui si è verificato il drammatico incidente di Romain Grosjean, in uscita da curva 3, nel settore rettilineo che ha visto la Haas impattare e spezzarsi contro il guard rail, con un’angolazione superiore ai 70°. Tra le note dell’evento diffuse da Michael Masi, direttore di corsa, al punto 14 si informano piloti e squadre delle modifiche apportate al circuito, che avrà una fila di pneumatici davanti al guardrail, “sul lato destro in curva 3”.

Detto come l’angolazione sfavorevole del guard-rail, non parallelo ai limiti della pista, fosse funzionale a creare uno spazio di recupero delle monoposto, posizionare delle gomme con elemento antintrusione supera il rischio del ripetersi di una dinamica simile, sebbene porti con sé un altro possibile scenario, della monoposto potenzialmente a rimbalzare verso la pista.

Due mesi per l'analisi FIA

Sull’incidente di domenica scorsa la FIA ha ufficializzato l’avvio dell’indagine, che nelle prossime settimane andrà a esaminare una miriade di dati per capire cosa modificare e come migliorare la sicurezza. Ci vorrà un lasso di tempo tra le 6 e le 8 settimane prima che i riscontri vengano resi pubblici.

L'editoriale del direttore: La vita ha vinto nel GP del Bahrain

Sulle evidenze raccolte dal Dipartimento per la sicurezza della FIA si inseriranno le valutazioni del Gruppo di lavoro sulla ricerca della FIA, a seguire vi sarà un esame in riunione straordinaria della Commissione sicurezza FIA presieduta da Patrick Head, in ultima istanza sarà il Consiglio mondiale del motorsport FIA che passerà in rassegna il frutto del lavoro condotto dalla Federazione.

Immagini, dati e camera ad alta frequenza

L’analisi esaminerà il comportamento di tutti i sistemi di sicurezza, dal casco all’HANS, passando per le cinture, l’abbigliamento protettivo del pilota, la cellula di sopravvivenza, il poggiatesta, il sistema di estintore integrato sulla monoposto, l’Halo. Oltre alle riprese, tutti i flussi video disponibili dall’esterno, sarà possibile analizzare anche il filmato della camera frontale, orientata verso il casco del pilota, in grado di riprendere ad altissima velocità (400 frame per secondo) gli eventi e consentire un’analisi al rallentatore, quasi centesimo per centesimo di secondo.

GP Sakhir: gli orari (diversi dal GP del Bahrain) del week end in tv

Elementi integrati dalle registrazioni della “scatola nera” l’Accident Data Record con velocità e forze G rilevate, oltre i sensori accelerometri posti nelle cuffie utilizzate dai piloti, sensori del tipo “in-ear” che descrivono le sollecitazioni subite dalla testa del pilota.

GP Sakhir: senza il re, la grande occasione per George

In aggiunta si analizzerà l’integrità del telaio, con il rottame della Haas attualmente ancora in Bahrain, le prestazioni delle barriere – uno dei punti immediatamente parso critico per la dinamica dell’impatto -, proseguendo con il ruolo dei commissari in pista e l’intervento della squadra medica, con il dott Ian Roberts e il pilota dell’auto medica, Alan van der Merwe, i primi a giungere sul punto dell’incidente.

Ai lavori del Dipartimento per la sicurezza FIA parteciperanno anche il team Haas, rappresentanti della Formula 1 e della GPDA.

Una ricostruzione totale dell'incidente

“Come tutti i gravi incidenti, analizzeremo ogni aspetto e collaboreremo con tutte le parti coinvolte. Avere così tanti dati disponibili in Formula 1 ci permette di determinare accuratamente ogni elemento di quanto accaduto e questo lavoro è già iniziato.

Prendiamo questa ricerca molto seriamente e seguirà un rigoroso processo per scoprire esattamente cos’è accaduto prima di proporre potenziali miglioramenti”, ha commentato Adam Baker, direttore per la Sicurezza FIA. Come già accaduto per l’incidente di Anthoine Hubert in Formula 2 nel 2019 e come avviene per tutti i gravi incidenti esaminati dalla FIA ogni anno, i riscontri di quanto accaduto in Bahrain confluiranno nel database globale tenuto dalla Federazione.