Haas, si comincia. Ad attendere Mick Schumacher c’è la prima uscita in un week end di gara, venerdì prossimo nelle libere 1 del GP di Abu Dhabi. Battesimo inizialmente programmato al Nurburgring e con Alfa Romeo, ma le condizioni meteo decisero per un altro finale.

Finale di campionato domenica prossima, tre giorni buoni per respirare l’ambiente del team diretto da Guenther Steiner e iniziare a prendere le misure al box, con un turno di libere e nel successivo test di martedì 15 dicembre.

“Non vedo l’ora di conoscere tutti, capire come si preparano e affrontano un week end di gara e iniziare questo viaggio insieme con il team Haas ad Abu Dhabi.

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Mi immergerò completamente in tutto, prenderò questo week end come una preparazione al prossimo anno. La cosa positiva è che non devo preoccuparmi del meteo questa volta. Non vedo l’ora di condividere la pista con grandi piloti”, racconta Mick al quotidiano Bild.

Studiare dal passato

Sulle ali dell’entusiasmo per la vittoria del campionato di Formula 2, è tempo di iniziare a prepararsi in vista del debutto, con le occasioni di girare in pista che saranno davvero poche: le libere di venerdì, i test rookie, poi appuntamento a febbraio, per la tre giorni collettiva di test invernali.

Chilometri, pochi. Una preparazione da portare avanti lavorando e studiando insieme al team, marginale invece guardare al passato, ai trionfi di chi è stato Kaiser, di papà Michael:Ovviamente ha un senso guardare le vecchie gare, ma tutta la Formula 1 ha continuato a evolversi negli anni. Per questo non posso solo guardare le mie gare preferite o quelle degli ultimi anni”.

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Un nome che inevitabilmente porta pressione addosso, anche opportunità, chiaro, qualcosa con cui Mick si è già misurato nel percorso che lo ha portato in Formula 1 e destinato a essere metro di paragone poco generoso da affiancare a un ragazzo che deve scrivere la propria storia: “Naturalmente sono molto orgoglioso di riportare il nome Schumacher in Formula 1, per me lui resterà sempre il migliore.

Forse c’è pressione ma non la percepisco davvero. Amo questo sport e amo ciò che faccio, per questo trovo facile lavorare sui miei sogni”.