Mattia Binotto non era presente all’ultima ad Abu Dhabi, costretto al rientro improvviso in Italia per problemi di salute, ma nonostante l’assenza, non si è risparmiato dal commentare l’esito del GP. Il Team Principal, anche se virtualmente, ha voluto metterci la faccia sulla corsa che ha messo fine al calvario, più che al campionato 2020 della Ferrari.

Le aspirazioni per il 2021

“C’è poco da dire, purtroppo, sulla gara di oggi: la conclusione deludente di una stagione deludente. Dobbiamo voltare pagina e pensare al futuro, senza dimenticare quello che abbiamo imparato in questi mesi molto duri e difficili. Dobbiamo risalire la china, lavorando senza sosta sulla vettura del prossimo anno per recuperare il deficit di prestazione che ci separa dai migliori”.

Verstappen domina ad Abu Dhabi

A Maranello c’è voglia di riscatto. La SF1000 ha manifestato carenza in molte aree, soprattutto per quanto riguarda il motore, sul banco degli imputati, come principale causa di un anno deludente. Il nuovo V6, stando alle dichiarazioni più recenti, sembra essere in grado di colmare il gap, ma Binotto è consapevole anche che la strada per tornare al vertice è lunga. Realisticamente, nel breve periodo, la Ferrari può tornare a competere per il podio, non per il campionato.

Leclerc: "Grazie, Seb!"

Il saluto a Vettel

E il Cavallino Rampante lo farà con una line-up rinnovata per la metà. Vettel non ci sarà più, al suo posto toccherà a Carols Sainz jr. spalleggiare Leclerc nella lotta contro Mercedes e Red Bull.

Vettel: "Felice e triste allo stesso tempo"

Vettel lascia la Rossa senza il mondiale, ma Binotto ha voluto rendere omaggio al pilota che ha segnato gli ultimi 5 anni di Maranello dichiarando: “Oggi è stato comunque un giorno speciale perché per l’ultima volta Sebastian ha corso per i nostri colori. È il terzo pilota della Ferrari più vincente nella nostra storia in Formula 1: solo Michael Schumacher e Niki Lauda hanno fatto meglio di lui. Basta questa statistica per definire quale sia l’impronta che ha dato nei suoi sei anni con noi. Sebastian era arrivato a Maranello con tante speranze ed era stato accolto con molta attesa: ci lasciamo con molte gioie in archivio ma anche con qualche rimpianto per quello che poteva essere e non è stato. Un peccato, ma fa parte della vita, di quella di un pilota e di una squadra. Quello che è certo è che anche se dall’anno prossimo sarà un avversario in pista lui resterà per sempre parte della famiglia Ferrari”.