E' soprattutto dagli errori che si impara di più. Motivo per cui rivedere ed analizzare un 2020 così difficile è un passaggio chiave verso un altro step di crescita che Charles Leclerc vuole fare. Ha corso sicuramente molto bene, con grandi qualifiche e grandi gare, pur con qualche errore distribuito qua e là durante la stagione.

F1 2021: Melbourne a rischio, prima gara in Bahrain?


Il bello del mondiale 2020

In un'intervista esclusiva a Sky, il monegasco si è soffermato sulla sua seconda stagione in Ferrari. Un aspetto che gli è piaciuto è stato correre su piste inizialmente non previste: "C'è stato il Mugello, c'è stato Portimao, c'è stata Imola, queste tre sono state le mie piste preferite quest'anno. Pur in una stagione difficile, abbiamo avuto veramente un bel calendario, impressionante quello che sono riusciti a fare data la situazione mondiale".

Williams, l'esperienza in Mercedes di Russell utile per la macchina 2021


Imparare dagli errori

Dalle difficoltà si impara, ha spiegato Charles: "E' stato un anno molto difficile, sotto tanti punti di vista, ma per quanto ci riguarda è stato molto difficile per la macchina. Non ci aspettavamo ad inizio anno di dover fare così tanta fatica. Ad inizio stagione dovevamo solo accettare questa situazione, una situazione in cui analizzare e lavorare, per poi provare a migliorare, lo abbiamo fatto e di questo sono soddisfatto. Per cui non sarebbe giusto voler dimenticare totalmente questa stagione, perché è nei momenti difficili che si cresce di più. L'ho avvertito io come pilota e penso che ci aiuterà come squadra. Abbiamo trovato delle cose che ci renderanno migliori in futuro. In cosa sono cresciuto? Credo la pazienza, prima non lo ero molto, ma in un anno così ci vuole ed ho capito che essere pazienti porta a dei risultati".

F1 in streaming su Amazon, discussioni in corso


I segreti di Seb

Insegnamenti importanti quelli ricevuti, direttamente o indirettamente, da parte di Sebastian Vettel: "Il modo in cui lavora è assolutamente incredibile - ha detto Leclerc -, ha una voglia incredibile di migliorare sempre, di tornare più forte,, ho letto ogni tanto nei media che lui non è più motivato ma non è assolutamente vero. Io sono nel team lui, lo vedo e posso dire che è sempre motivatissimo. Lavora sempre sui dettagli e quella è una cosa che terrò a mente per il resto della carriera. Anche nei giorni in cui era fortissimo non lavorava meno rispetto ai giorni più difficili, questa è una sua forza, è incredibile".

Binotto: "Resta in Haas un'operazione necessaria"


Curioso di lavorare con Sainz

Dal vecchio compagno di squadra a quello futuro: "Dal punto di vista sportivo con Carlos ho meno legami, perché quando ho corso per la prima volta contro di lui eravamo già in F1. Prima lui era sempre due categorie sopra di me, perché è un po' più 'vecchio' (Sainz è un classe 1994, Charles un classe 1997) di me. Umanamente l'ho conosciuto in F1, è sempre stata una persona disponibile, anche nei giri sul camion durante la parata dei piloti abbiamo sempre trovato del tempo per parlarci. E' una persona che mi piace, come pilota è molto molto forte ed ha talento, poi non so come sia lavorare con lui, non ci è mai successo prima ma non vedo l'ora, dai nuovi compagni di squadra si impara sempre".

Key, la McLaren risolverà i suoi punti deboli con la MCL35M


Vivere la F1

Il Charles Leclerc privato invece è questo: "Moda e musica? Sono più una distrazione, la necessità è il motorsport. Ho sempre detto che mi sveglio pensando alle corse e vado a letto sempre pensando alle corse ed alla vittoria. Qualche volta però è utile staccare, ci provo sempre quando sono a casa. La musica è una cosa che mi piace molto, così come la moda. Poi mi piace anche vivere di F1, e nei periodo di stop più lunghi già dopo una settimana ho bisogno di rivedere qualcosa e di rimetterci nell'ambiente della F1 o comunque quello del motorsport in generale, che è l'ambiente nel quale sono cresciuto. Mi piace riguardare vecchie cose".

Che fine hanno fatto: Vitaly Petrov


Max e Lewis

Un capitolo dell'intervista verte poi su Verstappen, un po' il rivale storico di Charles: "Da piccoli non ci potevamo vedere, ma con il tempo ora siamo più maturi, parliamo e ci sono stati grandi progressi. E' una buona persona ma alla fine, quando mettiamo il casco, torna la competizione che c'era già al tempo dei kart. Con anche Alex e gli altri siamo una generazione cresciuta insieme, tutti vogliamo dimostrare di essere quelli cresciuti meglio". Su Lewis invece il monegasco ha detto: "Forse è vero che abbiamo dei punti in comune, anche fuori dalle piste, ma non mi paragonerei assolutamente a Lewis. Io sono io, non voglio paragonarmi a nessuno. Voglio crescere come Charles Leclerc, nella miglior versione di me stesso, ma è vero che abbiamo interessi simili fuori dalla F1". Sulla grandezza dell'inglese Charles non ha espresso dubbi: "Non si tratta solo di avere la macchina migliore, si è confrontato con delle leggende come ad esempio Fernando Alonso ed ha dato la prova di quanto valga. Lewis fa parte del dominio Mercedes, non dobbiamo dimenticarlo. E' quello che mi piacerebbe fare a me con la Ferrari".

Wolff: "Sarò ancora team principal, ma in futuro ad o presidente esecutivo"


Piedi per terra

Sulle critiche che lo hanno fatto più arrabbiare, Leclerc ha risposto: "Una che mi tocca più di altre è l'arroganza, perché so bene di non essere cambiato. Più vado avanti nella mia carriera e più vedo che la gente vuole essere mia amica, non perché piaccio loro  ma perché sono un pilota Ferrari, per cui mi chiudo un po'. Però quella non è arroganza, io non sono mai cambiato su questo lato e ciò mi tocca personalmente. Sia mio padre che Jules Bianchi mi hanno sempre detto, quella di rimaneere con i piedi per terra, che è comunque difficile. Nella mia carriera tutto è andato abbastanza velocemente e nella direzione giusta, perché dalla Gp3 sono arrivato velocemente in F1, ma mi sono sempre sforzato di tenere i piedi per terra. Per questo la parola arroganza mi dà fastidio più delle altre".