Gennaio, nell’ordinario letargo della Formula 1, è la ripresa delle attività, per i piloti il ritorno a curare la preparazione fisica, per i team di piena accelerazione sullo sviluppo dei progetti. Per chi cambia tuta, della scoperta e dell’integrazione nella nuova realtà.

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La pandemia e la recrudescenza del virus Sars-CoV-2, specialmente nel Regno Unito, ha rallentato i piani e le opportunità di un lavoro portato avanti in presenza. Ha costretto al rinvio del primo GP stagionale, in Australia si volerà a fine novembre, distanziando ulteriormente l’inizio delle attività. In Bahrain per i test tra il 12 e 14 marzo, due settimane più tardi per il GP inaugurale.

Tempo extra per curare la preparazione

Uno scenario che Mick Schumacher legge cogliendo gli aspetti positivi, lui deb come Nikita Mazepin in Haas, certo non aiutati dal poter disputare appena tre giornate di test invernali, da spartirsi, per qualcosa che sarà, nella migliore delle ipotesi, un passare 12 ore al volante prima di iniziare il week end di gara a Sakhir.

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“Ovviamente non vedevo l’ora di debuttare in Australia, ma il rinvio lascia un po’ di tempo in più per la preparazione.

Inizierò la stagione perfettamente preparato. Al momento comunichiamo molto con il team in videoconferenza. L’attuale fase è comunque di costruzione delle basi in vista della stagione, non c’è nulla che modifica tutto ciò e, in ogni caso, è una situazione uguale per tutti”, le parole del tedesco, riportate dall’agenzia DPA.