Lampi di competitività, ad Alex Albon, non sono mancati nei suoi 16 mesi da pilota titolare Red Bull. Avrebbe avuto all’attivo almeno due podi in più, se non fosse incappato negli episodi di Interlagos e Zeltweg, in battaglia con Lewis Hamilton. Sufficienti a cambiare uno scenario nel quale è stato troppo spesso lontano dalle prestazioni di Max Verstappen? No.

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Red Bull prova a ricostruire un’abbinata solida, per provare a sfidare Mercedes non solo in un’ottica di campionato Costruttori, ma sulla quale poter contare per costruire anche tattiche di gara alternative, possibilità che nascono se riesci a correre incollato al leader e con due macchine.

Perez-Verstappen entro 3 "gradi" di separazione

A Sergio Perez il compito di riuscire nell’obiettivo “minimo”, la soglia-Marko dei 2-3 decimi di gap ammessi nel confronto con Max Verstappen. Di più: accanto all'olandese serviva un pilota in grado di poter anche mettere pressione, spingere Max in una crescita personale ulteriore. Qualcosa che dall'addio di Ricciardo è sempre mancata.

La solidità in gara del pilota messicano è nota, un rendimento che lo ha spesso portato sul podio quando sono sorte le occasioni di essere incursore tra i top team con Force India e Racing Point.

Perez, prove di Red Bull 2021 in fabbrica

Christian Horner, intervistato dagli olandesi di racingnews365, ha sottolineato il tratto caratteristico del pilotaggio di Checo, quello che si descrive come un “pilota da gara”: “Checo ha molta esperienza, le sue prestazioni in gara lo scorso anno sono state eccezionali. Credo riuscirà a spingere Max più di quando non sia stato in grado di fare Albon. Speriamo che questo ci dia maggior forza, nell’insieme, per sfidare Mercedes”.

Marchio di fabbrica Perez

Forza che, Red Bull, dovrebbe trovare anche nella continuità regolamentare, un progetto RB16 che sarà RB16B, dal quale ci si aspetta un rendimento subito allineato a Mercedes. Per intenderci, che sia in grado di riallacciare il filo interrotto ad Abu Dhabi. Ormai è tratto “storico” leggere una Red Bull dall’avvio di campionato al rallentatore, con problemi ora aerodinamici, ora di power unit, ai quali rimedia nel corso della stagione.

Su Perez, ancora, Horner ricorda il primo anno in GP2, era sempre più competitivo in gara di quanto non lo fosse in qualifica, aveva la determinazione del non mollare mai. Penso sia diventato il suo marchio di fabbrica quanto a caratteristiche di guida, non è un caso che sia riuscito a ottenere dei podi con macchine mediocri che non valevano il podio”.