Respira di nuovo l’aria di un top team, con tempi e condizioni diversissime, favorevoli ora diversamente da quel 2013 vissuto in McLaren. In Red Bull arriva un Sergio Perez molto diverso, cresciuto e dalla sua con la nomea di pilota consistente e granitico nella condotta di corsa.

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A Milton Keynes si aspettano sia la seconda punta di un attacco che possa battere Mercedes. Lui, com’è lecito che sia – vale per Checo come per Carlos Sainz in Ferrari – affronta la sfida determinato a giocarsela alla pari contro Max Verstappen. “E’ una grande sfida, sappiamo tutti quanto sia veloce e quanto talento abbia, quanto sia cresciuto e sia completo adesso, è assolutamente uno dei migliori e più veloci, se non il più veloce dell’intera griglia. La sfida è enorme per un certo senso, ma è anche una grande opportunità poter lavorare con lui e far progredire il team”, racconta da Milton Keynes, dove ha trascorso gli ultimi giorni, tra preparativi da portare avanti con gli ingegneri e lavoro al simulatore.

Lavorare con Newey, un sogno

“Per un certo verso è tutto molto diverso dai team nei quali ho lavorato, l’organizzazione è così alta, ci sono tante persone al lavoro ed è impressionante. Ho passato 7 anni con il mio precedente team, sarà diverso, ma inizio a sentirmi a mio agio qui.

È un sogno che si realizza, poter lavorare con Adrian: il livello dell’ingegneria qui è impressionante.

Penso di poter portare tanta esperienza, conoscenze, sono passato da diverse ere della Formula 1 e so quello che mi serve, come anche le aree sulle quali posso portare avanti il team”, spiega il pilota messicano.

Idee buone condivise con i tecnici

Con sé porta un bagaglio di conoscenze dirette dell’ambiente Mercedes, per il funzionamento della power unit e la filosofia progettuale di una monoposto che, nel 2020, ha guidato di fatto nella configurazione che fu della W10.

Sarà d’aiuto per provare ad azzerare il distacco che separa Red Bull da una sfida alla pari per il titolo mondiale: “Ci sono già buone idee che stiamo condividendo con il team, speriamo possano tramutarsi in prestazione”.

Due spine nel fianco Mercedes

Avrà poco tempo a disposizione nei test in Bahrain per familiarizzare con la RB16B, oltre quello trascorso al simulatore. Parla di aspettative, curiosità, di un ultimo passo di una lunga carriera da compiere: “Per me è il momento di dimostrare di poter fare un passo che mi porti a un livello successivo. Avrò gli strumenti in mano e dovrò accertarmi di ottenere i risultati: lo scorso ho avuto un pacchetto migliore e sono stato in grado di mostrare qualcosa in più.

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L’aspettativa maggiore è sulla macchina, vedere quanto riusciremo a essere competitivi. Dobbiamo assolutamente chiudere il gap da Mercedes e speriamo di poterli battere regolarmente con entrambe le macchine. Sarà una grande sfida, speriamo di poter dare un grande spettacolo”.

Abitudini da podio

Arriva con la fame di chi ha atteso che arrivasse un’opportunità della vita, quasi 10 anni passati in gran parte a lottare nelle posizioni mediane dello schieramento, incursioni non sporadiche davanti, che fosse con Sauber, con Force India, poi Racing Point: “L’unica cosa che mi mancava era l’opportunità. Adesso c’è e sta a me farla funzionare, mi assicurerò di rendere oltre le aspettative. Se avremo una macchina in grado di vincere il campionato mi accerterò di centrare l’obiettivo. Se non sarà così, se dovessimo avere una macchina buona solo per fare terzi, farò sì che lotteremo per finire secondi.

Nessuno prima mi ha dato l’opportunità di essere in un grande team, spero ascolteremo molte volte l’inno nazionale messicano quest’anno”.

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