L’impressione è che, al di là delle analisi “sulla carta”, Sergio Perez possa essere davvero in grado di portare il contributo che Red Bull s’aspetta, per rendimento in gara e competitività.

Sempre “sulla carta”, Gasly aveva il potenziale della giovane promessa, naufragato in un clima del top team che non lo ha aiutato a rendere come atteso. Albon, da sostituto in corsa nel 2019 ha iniziato bene salvo mancare la chiamata la scorsa stagione. Red Bull corre da troppo tempo con una sola monoposto regolarmente in grado di fare gara di testa. Con l’abbinata Perez-Verstappen le cose potranno essere differenti.

Red Bull rafforzata

Trentun’anni oggi, Checo ha l’opportunità della vita e si è detto pronto a raccogliere la sfida, misurarsi contro il pilota più veloce in griglia, Max Verstappen. Di Perez dice un gran bene Toto Wolff.

Commenti invernali, a ruote ferme, in attesa di scoprire se la stabilità regolamentare – parziale, poiché restano da verificare le conseguenze e la capacità di reazione dei team ai limiti imposti sul fondo e nella zona del retrotreno – avrà favorito l’accorciamento delle distanze tra Red Bull e Mercedes.

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“Con Perez, Red Bull sarà un avversario molto più forte in un’ottica di campionato costruttori.

Giudico Perez un pilota molto forte e sarà interessante vedere come reggerà il confronto con Verstappen. Abbiamo un altro avversario”, dice intervistato da ORF.

Il nodo tecnico

Non basterà certo un rendimento solido e basta leggere la classifica del mondiale Costruttori 2020 a descrivere il solco scavato da Mercedes: 573 punti contro 319 di Red Bull, che anche replicando i punti ottenuti da Max Verstappen non sarebbe andata oltre quota 428. Servirà un importante progresso tecnico, del progetto RB16B, in continuità con il telaio 2020 e favorito da un percorso di sviluppo lo scorso anno portato fino al termine del campionato e sul quale si innesteranno le novità 2021.

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“Affronteremo una stagione in larga parte con il materiale 2020, penso anche che Honda accelererà per dire la propria nell’ultimo anno in Formula 1, aggiunge Wolff. Un’accelerazione impressa per recuperare, in termini di prestazione, il gap sofferto ancora sulla componente elettrica e un’accelerazione che porterà in pista un progetto di power unit nato intorno alle esigenze di progettazione che saranno proprie della monoposto 2022.