Trattative mai così lunghe per arrivare a mettere la firma su un contratto che impegna per una stagione appena, pur con una possibilità di estendere l’accordo che lega Lewis Hamilton alla Mercedes anche oltre il 2021 sportivo.

I punti da mettere insieme sono stati parecchi, dal punto di vista economico e delle prospettive future, al di là delle competizioni, con la creazione di una fondazione che sarà attiva sui temi sociali cari a Lewis, finanziata da Mercedes con una partecipazione che Toto Wolff ha definito in “svariati milioni” di euro.

L'editoriale del direttore: Ferraristi per sempre

Il tavolo delle trattative per parlare di 2022 e della permanenza in Formula 1 di Lewis si aprirà ben prima di quanto non sia accaduto in quest’ultima occasione, per la necessità di evitare un ripetersi delle lungaggini – compreso lo stop dettato dal Covid, a colpire sia Hamilton che Wolff – vissute intorno al rinnovo 2021.

Cosa avrebbe fatto Lauda

Il contratto firmato da Lewis con Mercedes è il primo dalla scomparsa di Niki Lauda, venuto a mancare nel 2019, un riferimento al quale Toto Wolff ha pensato, come spiega a RTL Germania: Sento che Niki è sempre presente quando ci sono situazioni nelle quali avrei bisogno di un suo consiglio. Anche questa volta ci sono stati momenti nei quali ho pensato, cosa avrebbe detto Niki?

Per certi versi Niki indossava due cappelli, guardava alle cose dal punto di vista del pilota ma era in grado di capire anche la prospettiva del team.

Probabilmente avrebbe detto: Lewis è il miglior pilota e si abbina alla perfezione con Mercedes. Dobbiamo mantenere questa combinazione a tutti i costi”.

Lewis a ogni costo...

Costi, i 40 milioni di euro di cui si vocifera, base del contratto rivista all’ingiù ma sulla quale considerare anche l’impegno Mercedes nella fondazione, in uno scenario di massime difficoltà dell’industria automobilistica. Da grande uomo d’affari, Lauda probabilmente avrebbe usato altri termini, con Wolff ad ammettere: “Un attimo, ‘a tutti i costi’ probabilmente non l’avrebbe detto Niki, forse sarebbe stato più da intendere in questi termini: di un buon futuro sportivo per lui come per la squadra”.