Dieci mesi ancora di sviluppo libero, per presentarsi ai blocchi del mondiale 2022 con una nuova power unit da omologare e sulla quale non sarà possibile introdurre aggiornamenti fino al termine del campionato 2024. Il congelamento dei motori, condizione della quale Red Bull per prima ha sollevato la necessità, è stato approvato all’unanimità dei votanti in Commissione F1.

Red Bull ottiene quando desiderato sin dall’annuncio dell’addio Honda a fine 2021: poter gestire una power unit creata su misura, piuttosto che dover ripiegare su una fornitura clienti Renault - che nell'immediatezza dell'annuncio sembrava essere la via "logica", scontata da percorrere -. Anche agli altri motoristi il congelamento gioca a favore in quanto a contenimento dei costi.

Motori fuori dal budget cap

Basta tornare un po’ indietro con la memoria, all’approvazione del budget cap, per registrare al tempo le voci favorevoli anche a un tetto di spesa applicato allo sviluppo delle power unit. Con il congelamento, nei fatti ma per una via diversa, si pone un freno totale ai costi.

Red Bull Powertrains nuova divisione a Milton Keynes

Red Bull può avviare adesso la riorganizzazione a Milton Keynes, adeguare le strutture con un reparto motori che gestirà la specifica Honda - lo sviluppo da parte del motorista proseguirà per tutto il 2021 in vista dell'omologazione 2022 - dalla quale acquisirà la proprietà intellettuale. Helmut Marko conferma a motorsport-magazin.com i passi che seguiranno e dice: “Con oggi si definisce il percorso per la creazione di una nuova compagnia a Milton Keynes, sarà Red Bull Powertrains. È una buona notizia non solo per noi ma anche per l’intera Formula 1, poiché riduce un importante fattore dei costi”.

Sebbene Honda abbia una struttura satellite vicina a Red Bull in Inghilterra, il team investirà in un proprio spazio per adattarlo a reparto motori, con investimenti in banchi dinamometrici. Il 2022 può considerarsi quasi “attualità”, come il ciclo su tre campionati che seguirà. Restano da dettagliare le misure con le quali si garantirà un delta di prestazione tra le quattro power unit entro uno scostamento massimo – prevedibilmente operando sul flussometro per riportare un motorista entro il perimetro dello scarto massimo di prestazione, se necessario –, tuttavia è importante guardare oltre, al 2025.

Da sé o con Porsche, pronti con un motore fatto all'interno

I concetti delle nuove power unit sono stati elencati dalla FIA a seguito della riunione della Commissione F1, registrando l’allineamento sulla riduzione necessaria dei costi, la rilevanza tecnologica per l’industria automobilistica, la sostenibilità ambientale e dei carburanti adottati, la creazione di una power unit che sia emozionale e attragga nuovi costruttori.

Concetti sui quali Helmut Marko prospetta un futuro motore Red Bull sviluppato nella medesima struttura in via di creazione. Serviranno nuove competenze specifiche, non è un mistero come il nome di Porsche sia ricorrente per un futuro impegno in Formula 1. In questo quadro d’insieme, Marko ha commentato: “Il reparto motori è tecnicamente progettato in un modo che lo sviluppo del motore con i nuovi regolamenti potrebbe essere condotto all’interno, posto che i regolamenti restino nel contesto di quanto è stato immaginato”.

L’investimento prodotto nell’adeguamento di un settore della struttura di Milton Keynes resta vantaggioso rispetto alle soluzioni di ripiego, con il pagamento della fornitura clienti: “Abbiamo fatto i nostri calcoli, non siamo pazzi. È un investimento una tantum sull’edificio e, soprattutto, i banchi prova. I costi di gestione non saranno molto più grandi rispetto a una fornitura clienti”.