La MP4-10 un fulmine non era, ma viene ricordata per essere stata l'ultima monoposto di Nigel Mansell e la prima di Woking ad essere equipaggiata dai motori Mercedes. L'inizio di una (futura) stirpe reale, per una discendenza che sembrava essersi interrotta con la MP4-29 del 2014. E invece, l'erede eccola qua: si chiama McLaren MCL35M ed è la monoposto che segna il ritorno dello storico binomio McLaren-Mercedes, 26 anni dopo la prima volta.

Un ponte di collegamento

Per la McLaren un ritorno al passato che sa di futuro, perché con i propulsori di Brixworth l'ambizione cresce e crescerà soprattutto nei prossimi anni, a partire dal 2022, con la rivoluzione regolamentare lì pronta a sparigliare le carte in tavola (ma credeteci fino ad un certo punto). La MCL35M è un ponte di collegamento tra la fine di un ciclo tecnico cominciato nel 2017 e l'inizio di una nuova era, la seconda a Woking con i cavalli del Mercedes.

Lancio da rockstar

Ricciardo e Norris l'hanno lanciata accompagnandola con una clip che gli vedeva impegnati in uno studio di registrazione, sorridenti e divertiti. Roba da "X factor", e per quanto loro abbiano sicuramente il "fattore x" della simpatia, occorrerà averlo in pista e soprattutto che lo abbia la macchina, l'ultima di una certa generazione di monoposto. Fare nuovamente bene con questa vettura, continuando la risalita iniziata nel 2019, vorrebbe dire aumentare l'autostima in fabbrica e guardare con ancora più fiducia verso i nuovi regolamenti, che rappresentano una ghiotta opportunità. Il lavoro di progettazione e sviluppo di questa MCL35M finirà nel cestino a fine stagione, perché poco o niente potrà essere portato sulla vettura del prossimo anno, ma i risultati, quelli sì, il team se li porterà dietro.
 

Deroga per il telaio

 
Ridurla a staffetta però è troppo poco per questa MCL35M, una macchina su cui in McLaren hanno dovuto lavorare a lungo, richiedendo anche una deroga speciale per l'installazione del nuovo motore. A Woking hanno dovuto rifare tutto il telaio nella zona posteriore per ospitare una power unit differente rispetto all'anno scorso, con le squadre che hanno capito e che hanno dato il beneplacito senza far spendere al team britannico i due gettoni di sviluppo a disposizione per il 2021. 
 

La tecnica

Detto del telaio, nuovo anche tutto il retrotreno, aspetto ovvio per via del passaggio dal Renault al Mercedes. La squadra ha dovuto lavorare su scatola del cambio, sistema di raffreddamento e via dicendo per tutta la zona del posteriore, dove non va dimenticato il nuovo fondo: il regolamento 2021 ha imposto infatti il "taglio" di una porzione del fondo per ridurre il carico aerodinamico delle nuove vetture, per una deportanza che rischiava di essere eccessiva per le gomme Pirelli, rimaste le stesse. Restando sulla zona del retrotreno, notevole l'ulteriore restrizione della zona "Coca-cola", e da una prima impressione sembra che anche le bocche ai lati dell'abitacolo siano state rastremate. Sull'anteriore invece si è proseguito sulla strada del nuovo muso, testato per la prima volta nelle libere al Mugello nello scorso campionato; il nuovo pacchetto aerodinamico aveva dato qualche grattacapo, ma la squadra nel finale di stagione pareva aver trovato il bandolo della matassa e come era logico si è dato continuità al lavoro già impostato con la monoposto 2020. Il musetto ora è ad uno stato ulteriore di sviluppo ed è ormai molto simile, per non dire identico, al muso Mercedes 2020. 
 

Le ambizioni

La nuova vettura è chiamata a riuscire nel traguardo già raggiunto con la MCL35, quello del 3° posto nella classifica Costruttori. Non sarà facile, perché già lo scorso anno gli equilibri a centro gruppo erano molto precari e basta un niente per guadagnare o perdere terreno, senza dimenticare che gli interventi sul fondo possono aver provato ad alcuni più problemi rispetto gli altri. Per la McLaren i rischi, almeno in avvio, saranno legati all'affidabilità: con soli tre giorni di test, valutare sulla MCL35M un retrotreno completamente nuovo, tra installazione e sistemi interni, non sarà facile, e sarebbe complicato recuperare nel caso si verificassero problemi. Ma se tutto dovesse andar bene sin da subito, allora si potrebbe guardare al 2021 con ottimismo: Ricciardo è motivato, Norris è chiamato a migliorarsi ancora ed il nuovo campionato potrebbe regalare una McLaren capace di lottare un po' più spesso per il podio e, magari, vincere anche una gara.