L'Africa in cima alla lista dei desideri della Formula 1. E' quanto rivelato da Chloe Targett-Adams, direttrice globale della promozione delle gare del Circus, secondo la quale la F1 deve assolutamente tornare a correre nel continente africano.

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Ha ragione Lewis

Anche Lewis Hamilton qualche tempo fa aveva caldeggiato l'idea di rispolverare una tappa in Africa, che ha salutato la F1 nel 1993, anno dell'ultima gara a Kyalami. Targett-Adams ha ripreso queste parole dicendo: "Sono completamente d'accordo con Lewis. L'Africa è un continente in cui non gareggiamo e questo è semplicemente sbagliato. Vogliamo davvero tornarci, per noi è una priorità. Abbiamo avuto trattative per diverse opzioni per alcuni anni,  speriamo nel breve e medio termine di trovare un accordo per disputare una corsa."

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Nel mirino il secondo GP negli Usa

Oltre a tornare in Africa, la F1 vuole anche rafforzare la sua presenza negli Stati Uniti affiancando un altro GP a quello di Austin: "Insieme all'Africa, gli Stati Uniti rimangono una chiara priorità strategica, ha aggiunto Targett-Adams. "Siamo già presenti con un grande evento ad Austin, dove non vediamo l'ora di lavorare con il nostro promotore per altri anni a venire. Ma al tempo stesso stiamo esaminando una seconda opportunità e un'altra destinazione con le proposte che abbiamo. Al pari dell'Asia, non abbiamo nascosto il fatto che anche questa è una priorità fondamentale. Siamo una serie globale e per nostra fortuna c'è molto interesse."

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L'idea della rotazione prende corpo

La F1 sta valutando l'ipotesi di avere alcuni appuntamenti a rotazione, dal momento che non si può ingigantire troppo un calendario già colmo. E' su questa strada che si lavorerà in futuro, come ha spiegato sempre Targett-Adams: "Gli slot in calendario sono limitati, per cui è a questo che guardiamo, senza lasciare indietro nessuno tra i capisaldi degli appuntamenti o le relazioni a lungo termine. Come potremmo introdurre le nuove località e raggiungere i fan in altre zone senza perdere chi già c'è? Per questo motivo l'idea dell'alternanza diventa piuttosto interessante. Lavorando in questo senso, l'Africa, gli Stati Uniti e l'Asia sono i luoghi nei quali in questo momento vogliamo portare nuove gare."

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