E così, siamo ancora qui. Doveva essere Melbourne, Australia, ed invece sarà Sakhir, Bahrain. L'ultima volta 11 anni fa, stagione 2010: c'erano due Ferrari davanti ed uno Schumacher che tornava a correre. Ci sarà comunque uno Schumacher, non al rientro ma al debutto; per le due Ferrari davanti, invece, occorre una buona dose di ottimismo.

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Bahrain, terza gara in quattro mesi

E' un mondiale che comincia con qualche bel cambiamento, pur essendo l'ultimo di un ciclo tecnico che va a concludersi. Le novità non riguardano tanto le monoposto quanto gli uomini: ci sono tre debuttanti e qualche cambio di casacca, oltre ad un rientrante di grido che risponde al nome di Fernando Alonso. Per quanto riguarda Sakhir, avere l'onore e l'onere di dare il via al mondiale è sempre bello, ma il Bahrain si è spinto ancora più in là, divenendo il primo paese ad ospitare tre Gp nello spazio di 120 giorni scarsi. Semplici curiosità statistiche per un mondiale che inizia con qualche spunto interessante in più rispetto alle attese; meglio non fidarsi di una Mercedes in difficoltà, anche se bisogna dare alla Red Bull ciò che le spetta: sono andati forte nei test, Verstappen ha fatto faville ed a Milton Keynes sperano di non dover aspettare il 2022 per interrompere il dominio Mercedes. Certo, dovrà passarne di acqua sotto i ponti: è il tipico momento dell'anno in cui ogni speranza non pare preclusa, anche se sarà una stagione lunga e sempre difficile per via di un virus che non vuole morire.

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Pu subito spremute

Nei sogni va intravista la realtà, diceva Ayrton Senna. E così come la Red Bull sa benissimo che non può e non deve sottovalutare la Mercedes, così la Ferrari sa che non potrà vivere questo 2021 da protagonista. Lo sapeva già dalla primavera scorsa, con tutte le limitazioni imposte negli sviluppi per il contenimento dei costi. Forse non potrà viverlo neanche da outsider, ma solo da squadra che deve farsi trovare pronta in ogni occasione per andare oltre il limbo in cui pare essere condannata. L'obiettivo massimo sarebbe chiudere al 3° posto tra i Costruttori, anche se in questo senso la favorita pare essere la McLaren. Questo hanno detto i test su una pista che lo scorso anno evidenziò tutti i mali della SF1000. Non solo potenza, ma anche stabilità in frenata e trazione, possibilmente con poca resistenza all'avanzamento, tutta roba che serve per andar forte in Bahrain. Non sarà il circuito migliore per valutare complessivamente la bontà delle vetture, ma è subito un bel banco prova per tirare al massimo i motori. E per la Ferrari, è un test molto, molto importante.

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La battaglia di mezzo

Le squadre non andranno alla prima gara alla cieca, ma con qualche incognita sì. Sebbene le vetture siano discendenti dei progetti 2020, non sono uguali e qualcuno potrebbe avere bisogno di più tempo rispetto ad altri per “entrare in condizione”, si direbbe nel calcio, come ad esempio Aston Martin. L'incertezza regna sovrana, soprattutto nel centro gruppo: dopo le prove, anche AlphaTauri ed Alfa Romeo meritano credito per la battaglia di mezzo. A Sakhir entreranno in gioco altri fattori oltre alla prestazione pura, come affidabilità e soprattutto gestione delle gomme, su un tracciato esigente da questo punto di vista, anche se avendo girato per tre giorni appena due settimane fa, difficilmente i team si faranno trovare troppo impreparati. Sarà interessante soprattutto vedere come si comporteranno le vetture che inseguono nelle fasi di gara: le nuove direttive che hanno ridotto il carico posteriore, con possibilità di scaricare un po' l'anteriore per ritrovare il bilanciamento, possono rendere un pelo più complicato un aspetto già delicato con questa generazione di monoposto, quello di riuscire a non perdere contatto con una macchina davanti nei tratti guidati. 

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La prima di una stagione lunghissima

Abbiamo parlato sin troppo, ora parlino i motori. Cercare di stilare la griglia di partenza virtuale alla vigilia di un mondiale è sempre un gioco divertente ma al tempo stesso un esercizio fine a se stesso, quasi per ridurre l'attesa. Una sola corsa sarà pur sempre una corsa, e quello che vedremo a Sakhir non si ripeterà necessariamente per tutto l'anno, ma intanto un fine settimana di gara sarà comunque più indicativo di una sessione di test. Sarà un mondiale certamento lungo, il più lungo di sempre (Covid permettendo), forse incerto e speriamo combattuto: buona stagione 2021 a tutti.