Ha una certa familiarità nel doversi adattare ad ambienti sempre nuovi, Carlos Sainz. Alla scoperta della Toro Rosso, della Renault, della McLaren. Adesso c'è una storia da scrivere in Ferrari, dove servirà un po' di tempo per sfruttare la SF21, "dare del tu" come se fosse un ferrarista di lungo corso.

Cinque gare perché Sergio Perez riesca a tirare fuori il meglio dalla Red Bull? A sentire Carlos non c'è un numero predefinito di Gran Premi: "Può aiutare avere quest'esperienza nel cambiare spesso squadra. Non c'è una regola precisa, quante gare ci vogliono, che siano 3, 5, 7. Dipende dalla vettura, dalle prime sensazioni che hai in macchina e l'esperienze che vivi nelle prime gare. 

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Sono certo che alla prima gara non sarò pronto nello stesso modo in cui lo sarò alla seconda, terza gara. Se hai un buon feeling con la macchina puoi esprimerti al meglio da subito. 

Finché non avrò corso le prime gare sarà impossibile dire quando sarò pronto a spingermi più vicino al limite della vettura".

Preparato al meglio delle possibilità

Dal Sainz apprezzato in McLaren t'aspetti un animale da gara, pilota al quale raramente sfugge il risultato alla domenica. Un tratto da "passista" che aiuta nel costruire un crescendo di prestazione   in un nuovo team. Lui spiega d'essersi preparato al meglio e, alla domanda se si considera "pronto", spiega: "Probabilmente no, ma per le opportunità avute penso d'aver fatto un buon lavoro per essere qui il più preparato possibile. Ho lavorato tanto al simulatore, la tre giorni di test è filata liscia, avrei voluto fare più chilometri in macchina, ma considerando tutti questi aspetti mi sento pronto per provarci".

Test formativi negli errori

Domenica su Sakhir è atteso un meteo con forte vento e la possibilità che arrivi una tempesta di sabbia sul Gran Premio del Bahrain. Condizioni sperimentate già nei test, servite a Sainz per capire il comportamento della SF21 in una situazione critica per tutti i piloti. L'errore di guida? Formativo. "Il vento è una scusa comune per piloti a ogni incidente o spavento. Però è vero, è molto difficile girare con tanto vento ed è molto difficile spiegarlo. Cambia tutto il bilanciamento, con 5-10 km/h di vento che cambiano direzione, possono coglierti alla sprovvista. Non so ancora quale sia il limite della macchina, ho fatto un paio di errori in condizioni estreme e sono felice, è un po' anche lo scopo del test. Il vento fa un'enorme differenza ed è complicato gestirlo".

Metodo Sainz e godersi ogni gara

Dovrà gestire anche una pressione inevitabilmente diversa da quella avuta in McLaren. Alla fase di inserimento e "scoperta" della monoposto dovranno subentrare i risultati. L'approccio al capitolo ferrarista sarà all'insegna del vivere appieno questo capitolo della carriera: "La Ferrari è diversa, è un posto molto speciale è l'ho capito sin da quando sono arrivato a gennaio, quando sono andato in fabbrica per la prima volta, poi i test a Fiorano, quando ho incontrato i tifosi. 

È qualcosa di molto speciale in F1 e ho avuto il piacere di viverla a 26 anni, voglio godermi il percorso, mi rendo conto che ogni gara devo viverla al massimo, voglio lavorare sodo, applicando il mio metodo di lavoro e cercando di raggiungere il top il prima possibile".

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