Nonostante molte componenti delle attuali monoposto, tra cui il telaio, siano stati omologati nel 2020, la loro configurazione aerodinamica è profondamente diversa. Quella della Mercedes, nello specifico, è fortemente caratterizzata dal particolare andamento del fondo accanto ad una evidente riduzione della sezione del corpo vettura subito dietro i radiatori.

Mercedes ha scelto di evitare di mostrare alla presentazione il vero fondo della nuova monoposto W12 che è stato montato direttamente nei test svolti in Bahrain due settimane fa, per impedire ai rivali di trarne ispirazione ma soprattutto e di riuscire a produrne una copia che mutuasse i principi della versione originale in tempo per la prima gara.

Flussi d'aria deviati all'esterno

Il fondo è caratterizzato lungo il bordo laterale, da più canali di espansione, (hanno l’aspetto di una sorta di frangia) con la funzione di deviare all’esterno il flusso d’aria, generando un sigillo pneumatico analogo a quello prodotto sino allo scorso anno dalle soffiature longitudinali ora vietate dal regolamento.

Di fatto, i flussi in uscita deviano le turbolenze generate dalla rotazione delle ruote anteriori e dal flusso caldo prodotto in fase di frenata, in uscita attraverso i cerchi. La zona davanti alle ruote posteriori della W12 é caratterizzata dalla presenza di una triplice serie di generatori di vortici con una sorta di nolder verticale inferiore, per deviare in basso e ulteriormente all’esterno il flusso d’aria.

Molto sciancrato il cofano motore, evidenziato dalla voluminosa gibbosità che cela i condotti di aspirazione (plenum) della power unit. L’andamento fortemente inclinato della carrozzeria in quest’area ha la funzione di deviare verso il basso e mantenere aderente al profilo della carrozzeria il flusso d’aria grazie all’ “effetto Coanda”, generando dunque carico verso il retrotreno.

Il concetto aerodinamico è molto spinto e la sua estremizzazione potrebbe, anche, essere alla base dei problemi al cambio che la W12 ha sofferto nei test. L’opinione circolata tra i tecnici rivali, è che il guasto sia indotto da un fattore scatenante (vibrazioni o surriscaldamento).  Sicuramente, la power unit M12 è stata radicalmente riprogettata rispetto a quella del 2020, con un diverso alloggiamento dell’impianto di raffreddamento e, come detto, di aspirazione.

Guarda il video per scoprire nel dettaglio ogni particolare spiegato: