Helmut Marko ha rinviato a Portimao l'introduzione di sostanziali novità sulla Red Bull RB16B, relegando Imola a un passaggio nel quale, piuttosto, dover correre con una macchina esente da qualsiasi problema. 

A sentire Paul Monaghan, direttore sportivo Red Bull, invece, già il GP dell'Emilia Romagna è una tappa buona per rilanciare l'azione: "Abbiamo individuato alcune aree nelle quali la macchina può essere migliorata e ci concentreremo su queste. Alcuni sviluppi sono già in elaborazione per Imola, altri per le gare successive.

Porteremo quanta più prestazione sarà possibile a Imola, abbiamo bisogno che questa macchina non appena va in pista non ci dia problemi. Dobbiamo svilupparla, renderla a prova di bomba così che Max e Checo possano correre il più veloce possibile".

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A Sakhir, Red Bull ha sofferto prima dei problemi al differenziale - quantificati da Marko in ben 3 decimi al giro, persi nel primo settore - sulla macchina di Verstappen come di Perez, poi la necessità di ridurre le prestazioni della power unit per problemi legati alle temperature. 

Verso Imola, Monaghan guarda alla sfida nel suo insieme, di 23 Gran Premi sui quali garantirsi un rendimento al top, certi di avere un progetto in grado di correre per vincere su qualsiasi circuito.

Red Bull in battaglia per 22 GP

"Non possiamo influenzare ciò che vorranno fare Mercedes, McLaren e Ferrari, noi dobbiamo restare concentrati. Non sta tutto nell'andare a Imola e segnare sulla lavagna una nostra vittoria per dire che siamo i campioni del mondo. Non avverrà, piuttosto sarà una lunga battaglia su una lunga stagione. Non è stata vinta e persa in Bahrain. 

Nel box c'era un senso di delusione percepito da tutti, però abbiamo una macchina veloce, una fantastica coppia di piloti, un buon team e tutti sono consapevoli che rappresenteremo una sfida per tutta la stagione".