Un anno fa, Imola, fu al centro della sperimentazione di un format di week end su due giornate di gara. Un turno di prove libere, la qualifica poi la gara alla domenica. Una necessità per gestire lo spostamento del materiale da Portimao, GP del Portogallo, via terra e con due gare distanziate di 7 giorni. Una prova, anche, per possibili soluzioni alternative da proporre in futuro. Che non verranno esplorate, conferma Stefano Domenicali. 

L'editoriale del direttore: Stivale da corsa sotto i riflettori

"No, la Formula 1 non introdurrà un format di week end su due giorni. Tutti gli organizzatori vogliono avere una piena esperienza per le persone e per la folla, dobbiamo rispettarli", spiega l'a.d. della F1. D'altronde, ai promoter - perlomeno in alcuni casi - verrà  offerta una strada opposta, di maggiore attività in pista e opportunità di monetizzare la giornata del venerdì, con l'introduzione della gara sprint del sabato e la qualifica al venerdì pomeriggio.

Tre GP per simulare il funzionamento dell'idea, poi dal 2022 potrebbe entrare in pianta stabile in calendario e caratterizzare alcuni Gran Premi.

Avanti con Africa e America-bis

Un calendario che Domenicali conferma vedrà l'espansione in Africa entro i prossimi 5 anni e una seconda gara negli USA entro i prossimi 3 anni. In un sì-o-no sottoposto da F1.com, Domenicali risponde anche sulla supremazia Mercedes, se è destinata a continuare o meno: "Con tutto il rispetto di Toto e dei tifosi Mercedes, spero di no". Della Ferrari scommette sul ritorno in lotta per il mondiale nei prossimi 5 anni, sulle donne pilota "spero davvero di sì" all'idea di un debutto in F1 entro 10 anni. 

Budget cap farà davvero la differenza

Dal 2022 si aprirà una nuova era tecnica, pensata per incrementare lo spettacolo e possibilità di battaglia tra i piloti. Impattano già da quest'anno, invece, le limitazioni introdotte allo sviluppo, che avranno nel budget cap una livella che potrà modificare i valori in griglia. Ne è convinto Domenicali, "Non solo per i soldi coinvolti ma perché è richiesto un cambio di mentalità e organizzazione soprattutto ai top team".