Imola si è confermata pista vera, che merita un posto in calendario. Un posto guadagnato nel 2021 per il lavoro avviato a più livelli sin dall'edizione del ritorno della Formula 1, lo scorso anno. Così, Gran Premio del Made in Italy e dell'Emilia Romagna, denominazione lunghissima (ci sarebbe anche la sponsorizzazione Pirelli), che dice delle parti in campo per rendere possibile l'evento.

Il gusto di narrare Michele Alboreto

E adesso? Adesso c'è un futuro da discutere e scrivere insieme alla Formula 1, sul quale Stefano Domenicali, a Sky TG 24, ha commentato: "Promettere una cosa non certa non è nelle mie corde, ma quando il ministro degli Esteri Di Maio è venuto a Imola assieme al presidente dell’Automobile Club Sticchi Damiani e il presidente della Regione Bonaccini abbiamo parlato di questa eventualità. È sul tavolo, ne stiamo parlando. Vedremo, spero nei prossimi mesi, cosa succederà".

Il 2022 porterà il Circus negli USA a Miami, il numero di gare dovrà mantenersi non oltre il limite delle 23 e andrà trovata una quadra per bilanciare il calendario in un'ottica di ordinarietà post-Covid.

Montecarlo apre (in parte) ai tifosi

Quella pandemia che ancora costringe gli organizzatori a limitare l'accesso al pubblico sugli spalti. Silverstone punta a un Gran Premio con tribune piene, Portimao tra pochi giorni si correrà a porte chiuse. Poi c'è Montecarlo, "si annuncia come il primo Gran Premio dove dovrebbe essere ammesso un numero limitato di persone alla domenica. Questo ci fa ben sperare guardando avanti, perché se la situazione migliora ci sarà una riapertura graduale e si darà la possibilità ai tifosi di Formula 1 di partecipare ai Gran Premi. C’è una voglia di Formula 1 anche fisica, non solo televisiva, incredibile", dice Domenicali.

Voglia e necessità per gli organizzatori, eccezion fatta per Monaco, il cui status privilegiato è noto nell'ospitare la Formula 1. 

Superlega e il nodo costi nel calcio

Nota è anche, rifacendosi al passato, la formula Superlega, uscita tutta del calcio salvo ricordare le cicliche diatribe tra squadre e costruttori da un lato, FIA e Formula 1 dall'altro. Minacce di campionati a sé, organizzati dai team, sventolate quando sul tavolo c'erano proposte di modifiche regolamentari non gradite e aspetti di ripartizione dei proventi generati dalla Formula 1. 

Superlega, quella volta che la F1 minacciò la Fia con il campionato alternativo

Il nuovo equilibrio concordato dalla categoria è nel budget cap, regolamenti finanziari che dovranno spartire in modo più equo le risorse. Una composizione raggiunta sotto la proprietà Liberty Media della quale, Domenicali, dice in contrapposizione al concetto e proposta di Superlega calcistica: "In Formula 1 abbiamo avuto già due volte situazioni in cui c’è stato il rischio di avere delle fratture, per cercare di avere un campionato che portasse a casa più risultati dal punto di vista degli introiti sportivi. 

La Formula 1 in questo momento sta partendo dall’approccio opposto, stiamo cercando di controllare i costi, non a caso quest’anno è il primo anno con il budget cap, che dà una dimensione diversa di sostenibilità finanziaria alle squadre. Credo che questo sia il primo tema che il mondo del calcio, se mi posso permettere, deve affrontare, anche in maniera abbastanza celere. Tutto il resto deve essere affrontato con lo spirito del confronto, nel cercare di bilanciare interessi diversi, sicuramente importanti”.