GP Spagna, i top e flop

GP Spagna, i top e flop© Getty Images

Ecco promossi e bocciati di Barcellona: bene Hamilton, Leclerc e Ricciardo, da rivedere Tsunoda, Alfa Romeo e...

10.05.2021 15:51

FLOP

Yuki Tsunoda

“Yuki, calmati”. Tuona così, il suo ingegnere di pista, all'ennesimo lamento del giapponese nel corso delle FP3. Ma Yuki continua in qualifica, riversando la rabbia per l'esclusione in Q1 (fatali al nipponico i 7 millesimi che lo dividevano da Giovinazzi, ultimo dei qualificati in Q2) e arrivando ad una presumibile lavata di capo dietro le quinte. Poi la gara è durata troppo poco per colpe non sue, ma intanto il pilota che aveva incantato al debutto in Bahrain sta già attraversando il primo momento no di una carriera agli albori. Tsunoda ha un'esuberanza, soprattutto in pista, che cattura, ma è un flusso di energia che il giapponese classe 2000 deve saper gestire ed incanalare nel verso giusto, pena macchiarsi subito una reputazione che poi sarebbe difficile da ripulire. Che sarebbe stato aggressivo Yuki lo diceva già alla fine del campionato di Formula 2 dell'anno scorso, ma un conto è esserlo in pista, un conto nei team radio, soprattutto quando riversa contro squadra o macchina le sue frustrazioni. Perché quando il tuo compagno va chiaramente più di te (e sarebbe strano il contrario, data l'esperienza di Gasly), non puoi arrabbiarti con la macchina: calma, Yuki. Non serve dimostrare tutto e subito, ora servono pazienza e chilometri per imparare.

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Fernando Alonso

Non ci siamo. Un passo indietro rispetto a Portimao, dove aveva fatto vedere lo smalto dei vecchi tempi con una buona rimonta in gara. Barcellona invece ha riportato indietro Fernando Alonso, con colpe da condividere con la squadra: per entrambe le vetture il muretto ha deciso una strategia ad una singola sosta, su un tracciato che avrebbe premiato la doppia fermata. Se ne sono accorti sulla loro pelle i due piloti, nel finale alle prese con avversari decisamente più veloci e molto più a loro agio sulle coperture. Ocon ha salvato la baracca portando a casa 2 punti (non ha potuto niente contro Ricciardo, Sainz e Norris, ed ha salvato la nona posizione in volata con Gasly, dietro di un soffio), mentre Nando è sprofondato nell bagarre. Per due volte si è fatto passare in pista da Stroll (molto bello il sorpasso del canadese all'esterno di curva 4 appena dopo la ripartenza dopo la safety car), poi ha dovuto alzare bandiera bianca anche nei confronti di Gasly, Raikkonen e Vettel prima di effettuare una seconda sosta giusto perché ormai non c'era più niente da fare. Partire in quinta fila e concludere 17° non è quello per cui Fernando è tornato, da vuole decisamente di più.

Alfa Romeo

Ormai sta diventando una spiacevole ricorrenza. Ennesimo errore ai box da parte dell'Alfa Romeo, nuovamente alle spese di Antonio Giovinazzi, che ha visto naufragare le sue speranze all'ottavo giro. Azzardata, ma comunque logica, la chiamata del muretto, che sfruttando la safety car ha tentato di trovare la mossa vincente per ottenere i primi punti stagionali. L'obiettivo era fermarsi subito con Giovinazzi e “pittare” con l'italiano solamente un'altra volta nel corso del GP (pensare di fare 58 giri senza effettuare altre soste era letteralmente impossibile), guadagnando così una manciata di secondi per il pit-stop, dando per scontato che tutti o quasi sarebbero andati per le due soste. L'errore però è costato caro a Giovinazzi, perché la safety car è tornata ai box di lì a poco ed il numero 99 non ha fatto in tempo a ricongiugersi con il gruppo. Un gran peccato, perché ha tolto ad Antonio la possibilità quantomeno di provarci in una domenica in cui la C41 aveva dimostrato di poter reggere il passo delle altre concorrenti che si giocavano la bassa zona punti. E' la seconda volta in quattro gare che sulla vettura dell'italiano ci sono problemi ai box (era accaduto anche in Bahrain), e non è facile per un pilota andare oltre errori che non dipendono da lui. Pesano sulla psiche, soprattutto in un anno in cui Giovinazzi deve strappare il rinnovo di contratto. A Barcellona la sosta lenta è stata dovuta ad un pneumatico sgonfio nel treno che stava per essere montato; l'addetto alla gomma, essendosene accorto solo al momento di togliere la termocoperta, è dovuto correre ai ripari insieme ai colleghi, che sono dovuti correre dentro a prendere un altro set completo. Scene che Antonio si augura di non vedere più.

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