Un colpo in entrata della seconda variante della Piscina, con la posteriore sinistra contro il guard-rail, un colpo con l'anteriore destra, "classico", nella destra della variante. Da lì, inevitabilmente a muro, con la sospensione aperta. I fotogrammi dell'incidente di Charles Leclerc nella qualifica di Montecarlo, a innescare un epilogo da cocente delusione: mozzo ruota danneggiato e il conseguente cedimento del semiasse, nel giro di schieramento, a impedire la partenza a Monaco. Storia, ormai.

Come in archivio è andata la grande competitività Ferrari su una pista atipica, da confermare a Baku nel settore lento, altro circuito sul quale Charles ha ricordi non esattamente brillanti in qualifica. Correva il 2019 e, nell'imbuto in salita verso il Castello, Charles finì contro le barriere in Q3.

Sempre severo, non stavolta

Nel guardare all'errore del sabato di Montecarlo, però, Leclerc esamina in modo diverso dal solito quanto accaduto. Nei tre anni finora in Ferrari è sempre stato parecchio critico nei propri confronti ogniqualvolta è stato autore di un errore di guida.

"Ovviamente può sempre imparare qualcosa quando le cose non vanno nel modo in cui vuoi, però sento in ogni caso d'aver fatto un buon lavoro nel week end. Nell'ultimo tentativo della Q3 ho solo spinto un po' troppo e sono andato a muro, sono cose che possono capitare a Monaco", dice a motorsport.com

"E' accaduto in passato e molte volte sono stato molto rigido con me stesso, però se c'era un momento del week end nel quale dovevo spingere e il Q3 a Monaco, fa parte del gioco. Puoi sempre imparare dagli errori ma non sono troppo severo con me stesso".