Fare la pole position e poi non partire. Charles Leclerc è il quinto ed ultimo di una ristretta cerchia di piloti che come lui hanno conosciuto la delusione di non iniziare neanche una gara nella quale sarebbero dovuti scattare dalla pole position. Il dato, per la Ferrari, è amaro: in ben tre delle cinque occasioni in cui è accaduto, a farne le spese è stato un pilota del Cavallino Rampante.

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Jarier, quando la pole non porta fortuna

In ordine di tempo, il primo a dover affrontare questa situazione è stato Jean-Pierre Jarier, con la Shadow. Si trattava del primo round del mondiale 1975, a Buenos Aires, in occasione del GP d'Argentina. Prima del via accaddero due cose inconsuete: la prima fu che Ronnie Peterson finì per investire un operatore televisivo fratturandogli una gamba, l'altra fu proprio che Jarier dovette accostare causa trasmissione fuori uso sulla sua vettura. Per il francese quella fu la prima delle sue tre partenze al palo, ma in nessun caso risultare il più rapido in qualifica gli portò fortuna: nelle successive due occasioni in cui riuscì a partire davanti a tutti, in entrambi i casi fu costretto al ritiro (Brasile 1975 e Canada 1978), non riuscendo mai a trovare il successo in F1.

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Dramma Pironi

Il secondo caso riguarda Didier Pironi nel tragico fine settimana del GP di Germania 1982. A tre mesi dalla scomparsa di Gilles Villeneuve, il francese finì per centrare la Renault di Alain Prost nelle qualifiche bagnate di Hockenheim, per un incidente che mise fine alla sua carriera nelle corse in auto: Didier ne uscì con le gambe completamente distrutte (rischiò l'amputazione dell'arto inferiore destro) e non più in grado di proseguire a correre in F1. Non potè quindi prendere il via al GP il giorno successivo, nel quale sarebbe dovuto partire dalla pole, perché nessuno, sotto la pioggia, fu un grado di battere il miglior tempo che il ferrarista deteneva al momento dello scontro.

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Schumi, motore in fumo

Anche Michael Schumacher ha assaporato la delusione di veder vanificata una pole position senza neanche riuscire a difenderla. Era il GP di Francia 1996, a Magny-Cours, ed al termine delle qualifiche Schumi riuscì a soffiare il miglior tempo a Damon Hill per soli 69 millesimi, cogliendo la terza pole in carriera da ferrarista. Nel giro di ricognizione prima del via, però, una nube di fumo uscì dal retrotreno della F310 numero 1, lasciando a piedi il tedesco. Senza di lui, i semafori si spensero senza nessun campione del mondo in griglia: ad oggi è l'ultima volta in cui è stato disputato un GP senza un iridato in gara. 

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Trulli e la questione gomme

Passano meno di 10 anni e ci risiamo: Indianapolis, GP Usa 2005. Stagione esaltante per la Toyota di Jarno Trulli, che si presentò negli Stati Uniti, nona prova del mondiale, al terzo posto nella classifica Piloti. L'abruzzese fece la pole, ma nella domenica mattina deflagrò la questione Michelin: le coperture francesi, che equipaggiavano tra le altre anche le Toyota, dopo l'esplosione occorsa a Ralf Schumacher in prova non erano sicure di garantire la tenuta per tutta la durata della corsa (era l'anno in cui i cambi gomme in gara erano vietati) e dopo una battaglia politica durata tre giorni il costruttore francese impose ai suoi clienti di non partire per il GP. Così, tutti i gommati Michelin effettuarono il giro di formazione e poi rientrarono ai box senza prendere il via alla corsa: in 14, compreso Trulli, non corsero, lasciando via libera alle sole sei vetture gommate Bridgestone. Sarà doppietta Ferrari nella protesta generale del pubblico.

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Leclerc, la maledizione di Montecarlo

Jarno Trulli dunque era stato l'ultimo, fino a domenica scorsa, a non poter difendere in pista la sua pole position del giorno prima. A Charles Leclerc il via è stato precluso da un guasto ad un semiasse sinistro riconducibile al suo incidente avvenuto il giorno prima, sul finale delle qualifiche. Così per lui, tra F2 ed F1, fanno quattro fine settimana a Montecarlo senza riuscire a vedere la bandiera a scacchi.