"Testa bassa e lavorare". Un motto che conoscono bene a Maranello, ma che adesso potrebbero iniziare a sentire con insistenza anche a Torino. Perché una vecchia conoscenza della Ferrari, Maurizio Arrivabene, pare in procinto di tuffarsi nel mondo del calcio nel ruolo di nuovo amministratore delegato della Juventus.

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Uomo di fiducia

La scelta, anche se all'apparenza lo può sembrare, non è del tutto sorprendente. Ed i motivi sono vari: Arrivabene è innanzitutto un uomo di fiducia della famiglia Agnelli, vicino sia ad Andrea Agnelli (la cui esperienza lavorativa in Phillip Morris fu proprio sotto la guida di Arrivabene) che a John Elkann. Per quanto a digiuno di cariche strettamente legate al calcio, l'ex team principal conosce certe dinamiche: dal 2012 fa parte del consiglio di amministrazione della Juventus, per la quale fino al 2015 è stato anche membro del Comitato Controllo e Rischi e del Comitato Nomine e Remunerazioni. Inoltre, avendo vissuto a lungo in un ambiente molto difficile, dal punto di vista "politico", come quello della Formula 1, Maurizio sembra avere le spalle larghe e l'esperienza giusta per affrontare un ruolo delicato come quello di ad della Juventus.


Da Brescia a Maranello

La carriera di Maurizio Arrivabene, nato a Brescia il 7 marzo 1957, vive un punto di svolta nel 1997, quando dopo una ventennale esperienza nel mondo del marketing arriva l'assunzione da parte di Phillip Morris Europa, con il ruolo di Manager Event Marketing. Presso la multinazionale del tabacco Arrivabene fa carriera passando tra varie cariche sempre più importanti, ed è in quegli anni che viene coniato il suo soprannome, "Iron Mauri", dovuto ad una dedizione sul lavoro pressoché totalizzante. Sempre in questo periodo, per le sue mansioni sul lato marketing con la Phillip Morris, entra in contatto con il mondo della Formula 1 e della Ferrari, divenendo membro della F1 Commission in rappresentanza degli sponsor della F1. La chiamata da parte della Scuderia di Maranello arriva alla fine del 2014, quando il nuovo presidente del Cavallino Rampante, Sergio Marchionne, lo vuole come team principal. 

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Vicino al titolo con la Ferrari

A Maranello Arrivabene è chiamato a ricostruire una squadra che nel 2014 ha vissuto un anno nero. Con Sebastian Vettel parte la restaurazione: tre vittorie nel 2015, niente da fare nel 2016, ma ottime stagione nel 2017 e nel 2018, quando arrivano rispettivamente cinque e sei vittorie nei GP e le piazze d'onore sia nel campionato Piloti che in quello Costruttori. Niente da fare però per il titolo, ed alla fine di una stagione logorante nel 2018 (segnata nella seconda parte dalla scomparsa di Marchionne) arriva la rottura: voci mai confermate dai diretti interessati facevano parlare di un rapporto tutt'altro che idilliaco tra Arrivabene e l'attuale team principal Mattia Binotto. 

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Futuro a Torino, manca solo l'ufficialità

Da allora Maurizio non ha mai voluto rilasciare dichiarazioni sul suo passato a Maranello, ma oggi potrebbe tornare ad esporsi in prima persona: l'indiscrezione lanciata dall'agenzia Lapresse vuole Arrivabene nuovo ad della Juventus, una notizia per la quale a quanto pare si attende solo l'ufficialità. Con la società bianconera, che si sta rinnovando a cominciare dal ritorno del tecnico livornese Massimiliano Allegri in panchina, Arrivabene lavorerebbe al fianco di Federico Cherubini, nuovo capo dell'area sportiva.