Il bello del mondo è che è vario. E questa variabilità si conserva anche nei punti di vista. Prendete il GP di Monaco, per esempio: per la Ferrari è stato la Grande Illusione, per la Mercedes la Grande Delusione, per la Red Bull la Grande Soddisfazione. Angoli di veduta dello stesso fine settimana.

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Baku cittadino atipico

E adesso, dopo Montecarlo, Baku. Un altro cittadino, un'altra pista che ritorna dopo un anno di assenza, per l'edizione 2020 saltata causa pandemia. Ma chiariamo subito una cosa: Baku non è Montecarlo. Pur essendo accostati nella definizione di circuiti "cittadini", in realtà sono molto diversi. Perché se il tracciato in Costa Azzurra è il cittadino per eccellenza, quello dell'Azerbaijan è un cittadino atipico: ai caratteristici tratti tortuosi di una pista in centro città, affianca due lunghi, lunghissimi rettilinei che facilitano di molto i sorpassi. E questa, quella di avere una possibilità di sorpasso "facile", non è esattamente la caratteristica tipica di un circuito che si snoda tra i muretti.

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Quanti rettilinei per essere in città!

Sono tanto importanti questi due rettilinei? Sì, moltissimo. Proprio perché danno un contenuto diverso rispetto a quanto la forma possa far presupporre. L'allungo tra curva 16 (che ufficialmente non è l'ultima, ma da qui in poi si va in pieno) e curva 1, e poi ancora quello tra curva 2 e 3, cui volendo possiamo aggiungere il tratto tra curva 4 e curva 6, sono quelli che sbilanciano l'equazione sugli assetti aerodinamici. Tanto o poco carico? Non è propriamente certa la carta che utilizzeranno le squadre, anche perché per il GP d'Azerbaijan si potrà ancora ricorrere alle ali flessibili: ed è qui il nocciolo della questione.

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Ali flessibili, è qui la chiave

A Monaco di ali flessibili si è parlato a lungo, ma proprio in prospettiva di Baku. Per chiarire, le ali flessibili sono quelle che in rettilineo si "abbassano" sotto il carico verticale (più è alta la velocità, più carico si ha e più l'ala si abbassa) per poi "tornare su" in frenata, ripristinando il carico. Questo movimento dell'ala in rettilineo garantisce una miglior penetrazione, quindi meno resistenza all'avanzamento e più velocità di punta. A Monaco questa soluzione non dava vantaggi perché i rettilinei erano molto brevi, ma a Baku le ali flessibili possono essere la chiave, perché potrebbero permettere di andare in pista con un certo carico aerodinamico ma senza perdere eccessivamente nei rettilinei. I team hanno minimizzato i guadagni di questa soluzione in termini cronometrici, ma se la questione è tanto calda un motivo ci sarà, forse perché se questa soluzione è stata adottata tanto banale non è. A chi si è arrabbiato per i cambi di regolamento in corso d'opera, ha fatto da contraltare l'irritazione di chi voleva che le verifiche tecniche con carichi maggiorati arrivassero subito dal GP d'Azerbaijan e non, come invece accadrà, dal GP di Francia (precisamente, i nuovi test entreranno in vigore dal 15 giugno, dunque in vista del fine settimana del Paul Ricard). Questo proprio perché quello di Baku è uno dei circuiti sul quale gli effetti delle ali flessibili sono maggiori. 

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Red Bull e Mercedes, battaglia politica ed in pista

E quindi? E quindi occhio a qualche protesta del giovedì, anche se probabilmente il rischio verrà scongiurato. Helmut Marko ha fatto capire che se la Mercedes presenterà protesta per l'ala posteriore flessibile sulla Red Bull RB16B, il team di Milton Keynes farà altrettanto portando all'attenzione dei commissari riprese video dell'ala anteriore della Mercedes W12, che lavorerebbe nella stessa condizione tra rettilineo e frenata. Motivo per cui l'augurio è quello di vedere battaglia non a parole ma in pista, su un tracciato dove la Red Bull può essere ancora una volta una forte minaccia per la Mercedes. La quale però difficilmente andrà incontro alle difficoltà incontrate nel Principato: se anche le W12 faticassero con le gomme (Pirelli porterà proprio come a Monaco i compound più morbidi della gamma, vale a dire mescole C3, C4 e C5) nel giro secco, il tracciato sul Mar Nero permetterebbero loro comunque di recuperare in gara, perché come detto si tratta di una pista che favorisce molto di più i sorpassi. Ad una Mercedes così nettamente in crisi come a Montecarlo, poi, non crede nessuno. Ed a proposito di crisi, Baku sembra arrivare apposta in soccorso di Valtteri Bottas: il finlandese fin qui ha vissuto una stagione tutt'altro che facile, ma sul Mar Caspio è sempre andato forte e per lui potrebbe essere l'occasione per tornare a respirare. E' lui l'ultimo vincitore in Azerbaijan, è una chance da non sprecare.

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McLaren più pericolosa a Baku?

Baku è diversa da Monaco, abbiamo detto. Motivo per cui sarà difficile trovare una Ferrari così sugli scudi come accaduto nel Principato. La SF21, nei tratti tortuosi dell'Azerbaijan, avrà tutto per sfoggiare ancora una volta la sua eccellente performance nelle curve da trazione ed a bassa velocità, pagando però qualcosa nei molti allunghi del circuito azero. Fare bene è possibile, fare benissimo è più difficile, però il Cavallino ha recuperato fiducia grazie ai riscontri cronometrici di Montecarlo, andati oltre le migliori aspettative. C'è da cancellare l'onta del forfait precoce di Charles Leclerc, insieme all'iniezione di fiducia avuta da Sainz con la piazza d'onore nell'ultima gara. Il Cavallino dovrà fare i conti innanzitutto con la McLaren, che sarà probabilmente più temibile dal punto di vista della prestazione, mentre per il podio difficilmente a Maranello avranno tutto nelle proprie mani.

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